Shopping trends Google per la Peak Season 2024

Prepararsi alle Peak Season: tendenze e strategie

Con l’avvicinarsi delle festività, i brand si preparano per uno dei momenti più intensi e strategici dell’anno.
Comprendere le tendenze emergenti e le nuove aspettative dei consumatori può fare la differenza tra una stagione di successo e una occasione mancata. In questo articolo proponiamo le principali tendenze del comportamento dei consumatori condivise da Google per la peak season 2024 e le strategie che i brand possono adottare per migliorare il loro impatto durante il periodo delle feste.

Tendenze chiave del comportamento dei consumatori durante le festività

Le festività rappresentano un momento di cambiamento nelle abitudini di acquisto. Negli ultimi anni, il comportamento dei consumatori si è evoluto, spingendo i brand a rispondere con nuove strategie, sempre più personalizzate e consapevoli. Ecco alcune delle tendenze principali da tenere d’occhio:

Inizio anticipato degli acquisti: un numero crescente di consumatori preferisce iniziare gli acquisti delle festività già a partire da ottobre, cercando idee, confrontando prezzi e trovando offerte. Questo comportamento suggerisce l’importanza di una pianificazione strategica anticipata per i brand, che devono essere pronti a rispondere a questa esigenza di esplorazione iniziale.

Ricerca di offerte e promozioni: gli sconti e le promozioni rimangono un fattore chiave nelle decisioni d’acquisto durante le festività. Gli eventi promozionali, come il Black Friday e la Cyber Week, continuano ad attirare una vasta quantità di consumatori alla ricerca di occasioni e sconti. Per i brand, questo significa che è fondamentale essere visibili e chiari nelle offerte promozionali, adattandosi alla competizione intensa di questi momenti clou.

Esperienze significative e autentiche: sempre più consumatori cercano esperienze d’acquisto che siano più di una semplice transazione. Vogliono connessioni autentiche con i brand, che vadano oltre il prodotto e offrano valori aggiunti, come la sostenibilità o il supporto a cause sociali. I brand che riescono a creare un’esperienza significativa e memorabile, andando oltre la vendita, avranno più probabilità di fidelizzare i loro clienti.

Shopping omnicanale: oggi, circa il 64% dei consumatori si aspetta un’esperienza d’acquisto fluida e integrata tra online e offline. Questo significa che i brand devono offrire una transizione agevole tra i vari canali, permettendo ai clienti di iniziare il loro percorso online e, se lo desiderano, concluderlo in negozio, o viceversa. Inoltre, l’integrazione omnicanale permette ai brand di rispondere meglio alle esigenze dei consumatori e di mantenere la loro attenzione durante il processo d’acquisto.

Personalizzazione e identità: i consumatori di oggi sono sempre più interessati a esprimere la propria individualità attraverso le scelte di acquisto. I brand che possono offrire prodotti o esperienze su misura, che permettono ai clienti di sentirsi unici e di esprimere la loro identità, saranno avvantaggiati. L’attenzione verso i valori personali e il desiderio di appartenenza sono diventati fattori influenti nel processo decisionale.

Mindset dei consumatori

Google ha identificato quattro mindset predominanti che caratterizzano le decisioni d’acquisto dei consumatori:

Deliberate: i consumatori in questa fase cercano ispirazione e fanno ricerche approfondite in anticipo rispetto agli eventi chiave. Sono attenti e ponderano le opzioni disponibili prima di prendere una decisione. Questo mindset richiede dai brand contenuti dettagliati, informativi e accattivanti che guidino i clienti nelle loro scelte.

Deal-seeking: con l’approssimarsi degli eventi promozionali, i consumatori iniziano a cercare attivamente sconti e offerte. Questa fase rappresenta un’opportunità per i brand di essere presenti con promozioni mirate e accattivanti, puntando su canali che aumentino la visibilità delle loro offerte e creino un senso di urgenza.

Determined: a dicembre, i consumatori si trovano spesso in una fase di “acquisto deciso”, in cui sono pronti a concludere le transazioni. In questo periodo, è essenziale che i brand siano presenti con una strategia di vendita chiara e un servizio clienti impeccabile, rispondendo in modo rapido e accurato a eventuali dubbi dell’ultimo minuto.

Devoted: anche dopo le festività, molti consumatori continuano a fare acquisti, spesso per sé stessi o per approfittare delle ultime offerte. In questo momento, i brand possono concentrare i loro sforzi sulla fidelizzazione e sulle strategie di engagement, continuando a costruire relazioni durature.

Creare connessioni e valore come strategia

Per distinguersi in un mercato competitivo, è essenziale per i brand costruire relazioni autentiche e di valore con i propri clienti. Da tenere in considerazione il coinvolgimento proattivo degli utenti, che si traduce per i brand in un impegno a costruire un dialogo costante e omnichannel. Questo significa essere presenti sui social media, ma anche nelle conversazioni post-vendita, offrendo consigli su come sfruttare al meglio i prodotti acquistati.

Un altro tema è quello della sostenibilità e responsabilità sociale: sempre più consumatori considerano i valori etici e la sostenibilità come fattori chiave nelle loro decisioni d’acquisto. Sostenere cause che risuonano con i propri clienti e dimostrare il proprio impegno verso la sostenibilità sono strategie che aumentano la fiducia e la fedeltà nel lungo termine.

Non meno importante e forse scontato, lavorare su promozioni mirate e incentivi: offrire sconti, promozioni speciali e programmi di fedeltà ai clienti può fare la differenza durante le festività. Gli incentivi mirati possono aiutare i brand a catturare l’attenzione del cliente giusto, nel momento giusto, specialmente quando la competizione è più intensa.

Takeaways!

La peak season è un momento cruciale per ogni brand. Con una comprensione approfondita delle tendenze del comportamento dei consumatori e con strategie che puntano all’autenticità, alla personalizzazione e alla costruzione di esperienze significative, i brand possono distinguersi e creare connessioni di lungo periodo con i propri clienti. Essere proattivi, flessibili e pronti a rispondere a un mercato in continua evoluzione sarà la chiave per trasformare questo periodo in un successo duraturo. Come tradurre tutto questo nell’approccio strategico al digital marketing? Per individuare gli strumenti giusti per intercettare gli utenti giusti, nel momento più adatto e con il messaggio perfetto, entra in gioco Making Science.  Vuoi contattarci per saperne di più?

MakingData | Google e cookie, verso nuove strategie

MakingData, approfondimenti sul mondo dei dati in collaborazione con dataMesh

 

Da qualche mese che Google ha comunicato il passo indietro sul piano per eliminare completamente i cookie di terze parti dai suoi browser, come Chrome.
Google ha apportato un significativo cambiamento nella sua strategia riguardo ai cookie di terze parti, decidendo di mantenerli in uso e di introdurre un nuovo framework che dà priorità al controllo degli utenti.

Cambio di direzione

Dopo anni di ritardi e preoccupazioni da parte dell’industria, questa decisione segna un allontanamento dal piano originale dell’azienda di eliminare completamente i cookie.

La motivazione alla base della decisione di Google è chiara: hanno ascoltato le preoccupazioni dell’industria riguardo a un futuro senza cookie. Mantenendo i cookie e introducendo allo stesso tempo controlli sulla privacy più avanzati, Google mira a trovare un equilibrio tra la protezione dei dati degli utenti e il mantenimento di un ecosistema pubblicitario digitale prospero.

Verso il futuro

Il fulcro della strategia di Google è l’empowerment degli utenti: l’azienda intende fornire maggiore trasparenza e scelta su come vengono utilizzati i loro dati, permettendo loro di decidere se aderire o meno al tracciamento.

Questo approccio potrebbe livellare il campo di gioco, consentendo sia alle soluzioni basate sui cookie che a quelle senza cookie di competere per l’attenzione degli utenti.
Se da un lato questa notizia ha fatto tirare un sospiro di sollievo a molti professionisti del settore, dall’altro, a distanza di qualche mese, le proiezioni più ottimistiche vedono un 65% di utenti (fonte: Statcounter.com) pronti a rifiutare il tracciamento dei cookie di terze parti, insieme agli utenti che già navigano su browser che non li supportano.

Ma quali saranno le conseguenze di questi comportamenti? Quali nuovi problemi dovremo affrontare e quali soluzioni possiamo adottare?

Ne parlerò anche su dataMesh – Aggiornamenti, pettegolezzi e statistiche sul mondo dei dati, e nelle prossime settimane qui, sul blog Making Science. 

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Sfruttare l’intelligenza artificiale per campagne di marketing ad alte prestazioni con le campagne PMax di Google

Il futuro della pubblicità digitale è intelligente, dinamico e sempre più automatizzato, ed è rappresentato dalle campagne Performance Max (PMax) di Google. PMax è un modello di campagna basato sugli obiettivi che consente agli inserzionisti di sfruttare l’intero inventario di Google Ads attraverso un’unica campagna unificata. Ma cosa significa questo per la tua azienda e come puoi ottimizzare PMax per ottenere i migliori risultati? Andiamo a fondo.

Capire le campagne Performance Max

PMax è stata in fase beta negli Stati Uniti e sarà presto disponibile in Europa. È progettata per funzionare insieme alle tue campagne di ricerca basate su parole chiave esistenti per migliorare la tua capacità di trovare clienti in conversione su tutti i canali Google, inclusi YouTube, Display, Ricerca, Discover, Gmail e Maps. Combinando le tecnologie di intelligenza artificiale di Google su offerte, ottimizzazione del budget, audience e creatività, PMax offre un approccio sofisticato e completo al posizionamento degli annunci.

Come impostare un setup di successo

La creazione di una campagna PMax richiede una serie di elementi, dalle immagini di marketing alle descrizioni. L’intelligenza artificiale, a sua volta, utilizza questi elementi per generare automaticamente elementi che dovrebbero funzionare meglio, in base agli obiettivi che hai impostato per la campagna.

I vantaggi delle campagne PMax

PMax è progettato per l’auto-ottimizzazione. Gli operatori marketing possono comunque intervenire per perfezionare le campagne ed ottenere prestazioni ancora migliori. Ad esempio possono:

  • Personalizzare per la localizzazione
  • Ottimizzare il targeting geografico
  • Fare A/B test
  • Budget ottimizzato per massimizzare le conversioni
  • Approfondimenti dettagliati sul pubblico
  • Stabilire gruppi di asset distinti

Con i vantaggi di cui sopra, le campagne Performance Max di Google sono un ottimo strumento per mostrare come l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico possono trasformare la pubblicità digitale. Utilizzando efficacemente le campagne PMax, le aziende possono garantire che i loro annunci raggiungano non solo il pubblico giusto, ma anche l’impatto desiderato su vendite e riconoscibilità del marchio. La vera chiave del successo sta nel combinare la potenza dell’intelligenza artificiale con l’intuizione umana strategica per ottimizzare e personalizzare queste campagne in base alle esigenze specifiche della tua azienda.

Pronto a potenziare le tue campagne pubblicitarie? Esplora le possibilità con PMax e mettiti in contatto con i nostri esperti PMax di Making Science.

L’IA arriva su Google: il futuro della SEO con SGE

La SGE (Search Generative Experience) porterà un grande cambiamento nell’esperienza di ricerca e nel modo in cui i risultati vengono mostrati nelle SERP.

Ma prima di tutto, cosa intendiamo con SGE? Si tratta di un aggiornamento radicale di Google, che inizierà a utilizzare l’IA per generare risposte contestuali a domande complesse.

L’IA nei motori di ricerca

L’impatto di ChatGPT dalla fine del 2022 e la sua rapidissima integrazione nello status quo digitale, specialmente tra i giovani, ha portato i giganti tecnologici (come Google) ad accelerare ancora di più l’implementazione delle loro tecnologie legate all’IA.

Nel mercato dei motori di ricerca, Microsoft ha preso il sopravvento con l’integrazione di ChatGPT in Bing già nel 2023 e Google ha risposto rapidamente con l’annuncio di SGE, basato su Gemini, il suo LLM (Modello Linguistico di Grandi Dimensioni) che promette di essere più potente di GPT-4.

La formula comune è l’integrazione di un modulo di IA nella parte superiore del motore di ricerca che non solo risponde direttamente a domande complesse con precisione, ma consente anche ricerche più approfondite attraverso un’interfaccia conversazionale.

Cosa sappiamo finora dell’impatto di SGE sulla SEO?

SGE provocherà un’evoluzione nel modo di cercare informazioni su Internet, come ha già fatto ChatGPT.

SGE è in fase di test negli Stati Uniti e il team SEO di Making Science ha già testato questa nuova esperienza per trarre alcune conclusioni preliminari prima del suo definitivo lancio internazionale:

Fonti di informazioni diverse

Questo nuovo modulo di IA si nutre di numerose fonti per offrire un’informazione più completa:

  • Media, intesi come mezzi di comunicazione: molto importante, soprattutto nelle ricerche di informazioni. L’attenzione ai media, attraverso i team di relazioni pubbliche, è fondamentale per gestire la conversazione attorno ai marchi.
  • Fonti di acquisto: Pagine di dettaglio del prodotto nelle ricerche più vicine alla conversione. Per apparire qui è essenziale un buon feed di prodotto. Sembra che ottenere un’esperienza di acquisto più completa sia uno dei principali obiettivi di SGE.
  • Recensioni: Google sa che le recensioni sono potenti fattori di conversione e le integra in SGE per le ricerche vicine alla conversione. Bisogna concentrarsi su un markup Schema ottimale e sulla gestione della reputazione online.
  • Social media: La conversazione sui social media è particolarmente importante per le ricerche di attualità o di tendenza. Approccio stimolante.
  • Google Maps / Profilo aziendale: Molte ricerche, anche quando non sono esplicitamente geolocalizzate a partire dalla query, restituiscono risultati di SEO locale.
  • Multimediale: Testo, immagini, video, FAQ, social media…ciò che sembra evidente è che coprire le ricerche con molteplici formati sarà essenziale per catturare i termini chiave in SGE.

Impatto sulle strategie SEO

Ci sono alcune cose che sembrano chiare, e che in realtà non cambiano troppo gli approcci “tradizionali” delle strategie SEO:

  • i risultati della SERP che appaiono in Top 3 determineranno cosa apparirà agli utenti 
  • Ci saranno ancora annunci (dato che sono la principale fonte di guadagno di Google), ma in misura minore. Almeno al momento del lancio.
  • Gli elementi o contenuti ottimizzati per la SEO saranno comunque rilevanti per coincidere con le ricerche degli utenti.

E come sarà il rendimento SEO?

Ci si aspetta che il traffico organico diminuisca perché si presume che i risultati SEO tradizionali appariranno ancora più in basso nelle SERP (con la conseguente caduta del CTR): Google come “mezzo di comunicazione” a sé stante, il che significa una caduta del CTR organico generale.

Tuttavia, l’utente ha l’opportunità di qualificarsi meglio in modo conversazionale prima di cliccare su un link, il che potrebbe beneficiare la conversione SEO.

Inoltre, gli utenti potrebbero fare un uso ancora più intensivo di Google, specialmente il pubblico più giovane, che ora ricorre a piattaforme come Tik Tok. In ogni caso, bisogna  vedere se questa ipotesi è certa e, in caso affermativo, se compenserà in termini di traffico la caduta di posizioni dei risultati organici tradizionali.

Tipi di contenuto che potrebbero essere più affetti dal SGE

Prevediamo che l’impatto del SGE sarà ancora maggiore per alcuni tipi di contenuto:

– Contenuto informativo generale: risposte dirette a domande oggettive, definizioni di concetti, spiegazioni generali su un tema, ecc. Il SGE potrebbe rispondere direttamente a molte domande di informazioni generali senza bisogno di portare l’utente a un altro sito web.

– Contenuti comparativi: come confronti di prodotti, ranking delle migliori opzioni, recensioni di pro e contro. SGE potrebbe generare questi contenuti comparativi in modo automatizzato.

– Contenuti semplificati: come riassunti, guide semplificate, spiegazioni passo-a-passo di un processo. SGE potrebbe estrarre e sintetizzare l’informazione più rilevante.

– Contenuti ripetitivi: come listati simili su un tema, domande frequenti, contenuto duplicato. SGE ridurrebbe la necessità di multiple pagine di informazioni ridondanti.

– Contenuto locale: risposte specifiche di una locazione, come orari commerciali, indirizzi di negozi locali, raccomandazioni geolocalizzate.

I siti web che dipendono da questo tipo di contenuto per la loro visibilità organica dovrebbero ripensare la loro strategia SEO con l’arrivo del SGE se non vogliono essere affetti negativamente.

Conclusione

Essenzialmente, il SGE di Google segna uno sviluppo rivoluzionario nella SEO. Con l’IA che dà forma al regno digitale, è fondamentale seguire il ritmo di questi cambiamenti e comprendere la loro importanza per mantenere un vantaggio nella presenza online.

Campagne Demand Gen: cambiamenti, preparativi e coordinazione

Il settore della pubblicità digitale è un ambiente in continua evoluzione, in cui piattaforme come Google Ads subiscono costantemente evoluzioni. Per questo motivo, è fondamentale essere a conoscenza dei cambiamenti che influenzano le nostre strategie di marketing. In questo blog affronteremo i recenti cambiamenti che riguardano le campagne Discovery e Demand Gen di Google Ads, e l’impatto che avranno su Campaign Manager 360 e Search Ads 360.

Cambio nelle campagne Discovery

Come annunciato da Google attraverso i diversi canali, dal 22 gennaio scorso le campagne Discovery vengono migrate automaticamente a Demand Gen. È importante sottolineare che le campagne Discovery attive continueranno a funzionare come Demand Gen senza interruzioni e che i dati storici delle campagne Discovery verranno trasferiti senza problemi alla nuova versione.

Un’altra nuova funzionalità delle campagna demand Gen è che potranno utilizzare pubblici look-a-like basati sul database email e quindi i dati di prima parte raccolti dai clienti diventeranno sempre più importanti in vista della dismissione dei cookie di terza parte.

Misurazione dei moduli di lead per le campagne Discovery

Tuttavia, ci saranno alcuni cambiamenti. Un cambiamento significativo è l’eliminazione dei moduli di lead in Demand Gen. Le campagne che hanno attivo questo formato migreranno, ma il modulo rimarrà inattivo. Sebbene i report storici continueranno ad essere disponibili, non potranno essere utilizzati come obiettivo di campagna per l’ottimizzazione e, invece, le campagne ottimizzeranno per altre azioni di conversione di Google Ads già incluse nella campagna.

Per superare questo ostacolo, si consiglia di esplorare le nuove funzioni di Demand Gen, come gli annunci video, i segmenti simili e i test A/B. Queste opzioni possono rappresentare nuove vie attraverso le quali poter massimizzare l’impatto delle tue campagne.

Cambio in Search Ads 360

Il cambio a Demand Gen ha anche implicazioni in Search Ads 360. Man mano che le campagne Discovery vengono migrate, noterai che si iniziano gradualmente a misurare clic e conversioni Floodlight in SA360 e in CM360.

In una prima fase, questi dati non potranno essere ottimizzati nelle strategie di offerta di SA360, ma potranno essere inclusi nei report di piattaforma. In una seconda fase, SA360 offrirà supporto completo per Demand Gen, consentendo l’ottimizzazione di queste metriche.

È essenziale sottolineare che il cambio a SA360 è graduale e non ha un’attivazione manuale. Pertanto, si consiglia di rivedere l’attività di queste campagne in Campaign Manager 360 dopo l’attivazione e mantenere i tag di misurazione fino a quando non si conferma la seconda fase, evitando così la perdita di dati durante la transizione.

Da Making Science, abbiamo team specializzati che possono aiutarti a risolvere i tuoi dubbi o a gestire il tuo processo di migrazione. Contatta i nostri specialisti!

L’eliminazione dei cookie di terze parti non è la fine dei dati di terze parti

Con l’eliminazione sempre più vicina dei cookie di terze parti saranno disponibili sempre meno dati ma, parallelamente, i dati di terze parti diventeranno sempre più importanti per il successo delle strategie data, dal momento che quelli di prima parte stanno anche perdendo qualità.

Con il progetto Google Privacy Sandbox si mira a creare nuove tecnologie che proteggano la privacy degli utenti senza compromettere la funzionalità dei siti web e delle app. In particolare, Google Privacy Sandbox punta a sostituire i cookie di terze parti, che sono attualmente utilizzati da molti siti web e app per tracciare gli utenti online e ad oggi sta iniziando ad essere testato su un 1% degli utenti.

I cookie di terze parti sono destinati a scomparire, ma resta da vedere se Google riuscirà a rispettare i tempi previsti.

Con la loro eliminazione, l’importanza delle strategie dati di prima parte rimane l’aspetto più cruciale di una strategia di misurazione. Tuttavia, il vero limite è sempre stato l’impegno richiesto, perché l’utilizzo di grandi quantità di dati di terze parti era molto più semplice quando se ne occupavano i giganti della tecnologia rispetto a doverlo fare da soli.

I tempi stanno cambiando, i cookie di terze parti vengono gradualmente eliminati da tutti i browser e sono applicate maggiori restrizioni sulla privacy e sulla tecnologia, limitando la raccolta dei dati. Inoltre, questo ultimo punto ha un grande impatto sui dati di prima parte: non solo la quantità di dati di terze parti è notevolmente ridotta, ma anche la qualità è diminuita. Per superare questo problema, vengono utilizzate diverse strategie tra cui quelle di utilizzo dei dati modellati.

Questa limitazione dei dati di prima parte tocca in maniera più importante la parte superiore del funnel e i siti web in cui l’accesso e l’identificazione non sono essenziali. I dati di terze parti sono ancora più importanti in questi casi poiché stiamo cercando dati contestuali che potrebbero aver influenzato una decisione di acquisto del cliente. Ad esempio: il momento ideale per vendere un ombrello è quando inizia a piovere e in questo caso non sono necessari buoni dati di prima parte per ottimizzare l’offerta, ma sono necessari dati meteorologici di terze parti accurati e tempestivi.

Quando si tratta di cercare buone fonti di dati di terze parti, è importante considerare ciò che influenza le decisioni degli utenti in ogni caso: sei un rivenditore o un agente di viaggio influenzato dai giorni di pioggia o un servizio finanziario influenzato dai tassi di interesse e dai tassi di cambio?

Ci sono così tante buone fonti di dati di terze parti disponibili che vale la pena dedicare del tempo per identificare quali possono essere integrate in modo efficace nella tua strategia di misurazione.

Per citare alcune utili fonti di dati di terze parti:

  • Dati meteorologici
  • Dati di posizione (ad esempio, posizioni dei negozi, vicinanza ai servizi, ecc.)
  • Dati sugli eventi (ad esempio, un concerto, una partita di calcio, ecc.)
  • Dati di ricerca (ad esempio Google Search Console o Google Trends)
  • Dati finanziari (ad esempio tassi di interesse)

Incorporare queste fonti di dati in una strategia di misurazione è solo il primo passo. Il secondo è integrarlo nella raccolta e attivazione dei dati. Durante le attività del funnel superiore e della visualizzazione, soluzioni come BrandMax possono ottimizzare i tuoi algoritmi di offerta personalizzati per migliorare il CPM.

Nel 2024, una strategia di dati mista rimarrà fondamentale per le aziende.

Un’azienda che si concentra esclusivamente su una strategia di dati di prima parte sarà limitata rispetto alle organizzazioni con un approccio diversificato, in grado di attivare efficacemente i propri dati di prima parte e di trovare ed utilizzare dati di terze parti pertinenti in ambienti con dati scarsi. Vuoi saperne di più?

GA4: un must per misurare e raccogliere i dati

Molte aziende non hanno ancora effettuato il passaggio da Universal Analytics a GA4, nonostante l’avvicinarsi della scadenza del 30 giugno 2024 per gli account aziendali. Tuttavia, per le aziende che mirano a mantenere misurazioni accurate e ad aderire alle normative sulla privacy, dare priorità al passaggio a GA4 è fondamentale.

GA4 è progettato per soddisfare le esigenze in evoluzione delle aziende e degli utenti nell’era digitale. Offre una soluzione più flessibile e destinata a durare nel tempo rispetto a Universal Analytics.

GA4 migliora la precisione del monitoraggio del comportamento degli utenti su diversi dispositivi e piattaforme. Fornisce inoltre alle aziende informazioni utili attraverso una serie di funzionalità come: l’analisi predittiva, la segmentazione dei clienti e l’analisi del percorso, tutte progettate per tradurre i dati in strategie per le aziende.

Inoltre si distingue, rispetto a Universal Analytics, offrendo maggiore potenza, flessibilità ed essendo la scelta ottimale per le aziende impegnate a mantenere misurazioni accurate e conformi alle normative sulla privacy.

GA4 offre diverse funzionalità che assistono le aziende nell’aderire alle normative sulla privacy, come:

  • Consent Mode: questa funzione consente alle aziende di raccogliere informazioni dagli utenti che rifiutano i cookie, utilizzando dati modellati per colmare le lacune create dalle normative e dai blocchi dei siti web.
  • Scadenza dei dati: GA4 imposta automaticamente una scadenza per i dati degli utenti, che le aziende possono definire. Ciò è particolarmente utile per la conformità a leggi come il California Consumer Privacy Act (CCPA), che prevede l’eliminazione dei dati degli utenti su richiesta.
  • Eliminazione IP: per gli utenti dell’UE, GA4 elimina gli indirizzi IP prima di registrare i dati attraverso domini e server dell’UE. Consente inoltre alle aziende di disattivare la raccolta di dati sui segnali di Google e dati dettagliati sulla posizione e sul dispositivo a livello regionale.
  • Cancellazione dei dati: GA4 offre alle aziende la possibilità di eliminare i dati degli utenti in qualsiasi momento, supportando la conformità a normative come il CCPA che richiedono l’eliminazione dei dati degli utenti su richiesta.

Ecco alcuni dei vantaggi di GA4:

Modello di dati unificato e approccio basato su eventi

GA4 presenta un modello di dati unificato che va oltre il tradizionale monitoraggio delle pagine viste e si concentra sugli eventi. Questo modello di dati unificato elimina la necessità di più codici di monitoraggio semplificando l’implementazione e consentendo alle aziende di ottenere informazioni su diverse piattaforme in modo trasparente.

Analisi avanzata del percorso dell’utente

Comprendere il comportamento degli utenti e il loro percorso attraverso più dispositivi e piattaforme è diventato più complesso nel mondo interconnesso di oggi. GA4 affronta questa sfida offrendo migliori capacità di monitoraggio multipiattaforma. Unificando i dati da siti web e app, consente alle aziende di monitorare gli utenti mentre passano da un dispositivo all’altro, sviluppando così una comprensione completa del percorso del cliente.

Informazioni basate sul machine learning

GA4 sfrutta il potere del machine learning per fornire informazioni preziose che vanno oltre le metriche di base. GA4 consente alle aziende di identificare segmenti di pubblico e prevedere il comportamento degli utenti applicando tecniche di analisi avanzate, come il modelli predittivi e il clustering.

Analisi e reportistica semplificate

GA4 semplifica l’analisi dei dati e la creazione di report grazie a un’interfaccia intuitiva e strumenti di reportistica user-friendly. La piattaforma offre modelli predefiniti e report personalizzati che consentono alle aziende di visualizzare i dati, monitorare gli indicatori chiave e monitorare le prestazioni. La funzionalità di esplorazione avanzata consente analisi approfondite, consentendo alle aziende di scoprire rapidamente le informazioni di cui hanno bisogno. Inoltre, l’integrazione di GA4 con Google BigQuery facilita l’esportazione di dati grezzi per analisi più approfondite, soddisfacendo le esigenze delle organizzazioni esperte di dati.

Efficace segmentazione del pubblico

I segmenti di pubblico di GA4 offrono segmenti più mirati per le campagne di marketing. Nella nuova versione, GA4 consente di creare segmenti in base a eventi e tempo. Puoi quindi raggruppare i tuoi utenti in base alle interazioni e al tempo trascorso tra gli eventi, piuttosto che in base a categorie arbitrarie di dispositivi o piattaforme. Concentrandosi su queste metriche più potenti, si possono creare pubblici precisi.

 

L’adozione di GA4 guida le aziende verso il successo basato sui dati in un panorama digitale sempre più competitivo…unisciti alla rivoluzione GA4 oggi stesso!

Rivoluziona la pubblicità del tuo hotel con Performance Max Travel

Nel panorama in continua evoluzione del marketing digitale, restare al passo con la concorrenza è fondamentale, soprattutto nel settore alberghiero. Google, tramite il suo machine learning ha lanciato da quest’anno le Performance Max Travel per il mondo alberghiero (ex: TriPmax).

Cos’è Performance Max Travel?

La Pmax Travel è una campagna Performance Max creata su misura per gli inserzionisti del mondo dell’hotellerie ed hospitality. Offre un approccio semplificato per raggiungere il tuo target su tutte le proprietà Google, semplificando il processo e generando più prenotazioni dirette. Con una configurazione semplice e intuitiva, Tripmax consente agli inserzionisti di creare gruppi di asset specifici per ogni singolo hotel, migliorando le prestazioni complessive delle loro campagne Google Ads.

Benefici di Pmax Travel

  • Raggiungi un pubblico più ampio: gli annunci Pmax Travel possono raggiungere potenziali clienti su tutte le proprietà Google, come Gmail, Maps, Youtube e Ricerca inclusi i posizionamenti Hotel.
  • Genera più prenotazioni dirette: le campagne Pmax Travel sono progettate per generare prenotazioni dirette al sito web del tuo hotel, bypassando i siti di prenotazione di terze parti.
  • Semplifica il tuo processo di pubblicità: con una configurazione unica, puoi gestire diversi Hotel o proprietà in un’unica campagna.
  • Migliora le prestazioni della tua campagna: Pmax Travel migliora il machine learning di Google Ads per efficientare le performance e l’AI interna della piattaforma per migliore i singoli annunci.

Come iniziare con Pmax Travel

Per iniziare con Pmax Travel, avrai bisogno di un account Google Ads e di aver collegato il tuo account alla piattaforma Hotel Center o dovrai creare manualmente dalla piattaforma un feed hotel.

Passaggio 1: collega il tuo account a Hotel Center o crea un feed hotel.

Se hai meno di 100 hotel, puoi collegare il tuo account a Hotel Center.
Per fare ciò, vai su Strumenti e impostazioni > Hotel Center e da qui fai clic sul pulsante “Dettagli” della voce Google Hotel Center e procedi a collegare l’account.

Se hai più di 100 hotel, dovrai creare un feed di proprietà alberghiere.
Per fare ciò, vai su Strumenti e Impostazioni > Impostazioni > Dati Aziendali > Feed e fai clic sul pulsante Crea feed. Quindi, seleziona “Proprietà alberghiere” come tipo di feed.

Passaggio 2: crea una campagna Pmax Travel

Per creare una campagna Pmax Travel, vai su Campagne e fai clic sul pulsante “Crea campagna”. Quindi, seleziona Vendite come obiettivo e Performance Max come tipo di campagna e successivamente seleziona “Hotel” e scegli il Feed precedentemente creato.

Passaggio 3: crea gruppi di asset

I gruppi di asset sono gruppi di annunci personalizzati per un pubblico o uno specifico prodotto/marchio/resort. Per creare un gruppo di asset, fai clic sulla scheda “Gruppi di asset” nelle impostazioni della tua campagna. Quindi, fai clic sul pulsante “Crea gruppo di asset”.

Cosa includere nei tuoi gruppi di asset Pmax Travel

  • Headline: i titoli devono essere chiari e concisi e sottolineare i vantaggi del tuo hotel.
  • Descrizioni: le tue descrizioni devono fornire maggiori dettagli sul tuo hotel e sul motivo per cui i potenziali ospiti dovrebbero sceglierti
  • Immagini: le tue immagini devono essere di alta qualità e mostrare le migliori caratteristiche del tuo hotel.
  • Video: i video devono essere brevi e coinvolgenti e sottolineare le esperienze uniche che il tuo hotel offre.

Suggerimenti per ottimizzare le tue campagne Pmax Travel

  • Utilizza i segnali di pubblico: i segnali di pubblico possono aiutarti a raggiungere le persone giuste con i tuoi annunci. Per aggiungere dei segnali di pubblico, vai alla scheda Gruppo di Asset e per ogni Asset puoi creare un Indicatore di Pubblico specifico.
  • Sfrutta le liste negative: le liste negative aiutano a impedire che i tuoi annunci vengano visualizzati per ricerche che menzionano determinati competitor o brand non affini al tuo business. Per aggiungere tali liste vai sulle Impostazioni della campagna e aggiungi un elenco sulla sezione “Esclusioni dei brand”.
    In alternativa, per ricerche generiche di prodotti o servizi per cui non vuoi comparire con gli annunci, puoi agganciare una Lista di parole chiave negative che puoi creare da: Strumenti e Impostazioni > Libreria Condivisa > Elenchi di parole chiave escluse.
  • Monitora i risultati: è importante tracciare i risultati in modo da poter vedere come stanno performando le tue campagne Tripmax. Per tracciare i risultati, vai alla scheda Rapporti nelle impostazioni della tua campagna.

Conclusione

Pmax Travel è uno strumento potente che può aiutarti a raggiungere un audience più ampio per incrementare le prenotazione. Seguendo questi suggerimenti, puoi creare una campagna Pmax di successo.

Contattaci se vuoi che il nostro team di esperti Google ti aiuti nella gestione di campagne Pmax Travel!

Crea audience efficaci per il Black Friday con Google Customer Match

Con il Black Friday e il Cyber ​​Monday che si avvicinano rapidamente, i brand sono alla ricerca delle migliori strategie per attirare l’attenzione dei consumatori.

I CPM infatti subiscono un boom esponenziale nel periodo festivo. Lo scorso anno, le vendite al dettaglio del Black Friday negli Stati Uniti (escluse le automobili) sono aumentate anno su anno del 12%, quelle degli e-commerce sono cresciute del 14% e il traffico nei negozi è aumentato del 2,9%, più di quanto non abbia fatto da anni, facendo crescere le vendite nei negozi del 12% rispetto al 2021! 

Sorprendentemente infatti il 67% dei consumatori ha pianificato di approfittare degli sconti del Black Friday proprio in negozi fisici ed è probabile che questa tendenza caratterizzerà anche le festività natalizie. 

I consumatori in Italia durante il Black Friday

Nel nostro paese la Black week 2022 ha segnato un +197% sul 2021 delle vendite confermandosi l’occasione per vendere più redditizia dell’anno. Gli italiani infatti, durante la settimana del Black Friday, hanno speso online 2 miliardi di euro generando circa il 4% della spesa online di tutto il 2022.

Ma in Italia restiamo affezionati anche agli store fisici, questo perché ci permettono di fare acquisti toccando con mano i prodotti e di averli a disposizione immediatamente. Il risultato infatti è stato che nel 2022 il 49% degli italiani ha dichiarato di voler fare shopping sia online che offline.

È quindi sempre più importante mettere in atto strategie di audience efficaci che intercettino i consumatori target sia online che, quando possibile, in negozio.

Le audience di Google Customer Match

Un modo efficace per sfruttare i dati dei clienti sia online che offline è utilizzare lo strumento di Google, Customer Match. 

Customer Match (disponibile in Google Ads) ti aiuta a conoscere meglio i tuoi clienti, o a trovarne di nuovi, grazie alle diverse proprietà di Google che, nel rispetto della privacy, uniscono i dati di marketing online con il consenso degli utenti offline (ad esempio CRM). 

Questo migliorerà le tue strategie di marketing e ti permetterà di rivolgerti direttamente alle persone che hanno già interagito con la tua attività e di rendere le tue campagne più pertinenti e propense a generare conversioni.

Consigli per sfruttare Customer Match durante il Black Friday

Coinvolgi online nuovamente i clienti che hanno già acquistato in negozio prima e durante il Black Friday e che hanno condiviso il loro contatto (e.g. email) al momento del pagamento. Inoltre tutti gli utenti online, nuovi e di ritorno, che accettano di condividere le proprie informazioni durante un acquisto, la creazione di un account, l’iscrizione alla newsletter o l’adesione al programma fedeltà, possono essere caricati in una lista contatti e targettizzati tramite Customer Match. 

Un vantaggio enorme di Customer Match è la possibilità di far dialogare le informazioni di contatto fornite dall’utente e i dati sul comportamento dei consumatori disponibili tramite Google. 

Con Customer Match puoi eseguire il retargeting degli utenti su tutte le proprietà di Google (Rete di Ricerca, YouTube, Shopping, Rete Display e Gmail) in base alle loro interazioni con i tuoi annunci e il tuo sito web (tramite Google Analytics). Ad esempio puoi:

  • Raggiungere i tuoi clienti su YouTube con promozioni per il Black Friday per incrementare le vendite in negozio e online.
  • Posizionarti più in alto nei risultati di ricerca e aumentare le probabilità di conversione.
  • Fare remarketing verso i clienti con offerte sul Black Friday in base alla cronologia degli acquisti precedenti.
  • Effettuare il retargeting degli utenti che non hanno ancora convertito ma che continuano a mostrare interesse e hanno un’alta probabilità di convertire ma necessitano di uno o due reminder per essere portati ad acquistare.

Modifiche importanti a Customer Match (2023)

A causa anche delle restrizioni sulla privacy, sappiamo che oggi raggiungere il pubblico giusto al momento giusto è diventato sempre più difficile e che questo ha spostato l’attenzione verso strategie basate sui dati proprietari, come Customer Match. 

Con l’aumento del traffico previsto per il Black Friday online e offline sarà fondamentale, per gli esperti di marketing, attingere a queste risorse per guidare gli utenti con promozioni su misura, con l’obiettivo di raggiungere un maggiore coinvolgimento e un aumento delle vendite. Sfruttare questi dati proprietari tramite Customer Match ti consentirà di personalizzare le tue strategie di marketing, allocare le risorse in modo efficiente e migliorare l’esperienza dei clienti.

Di recente sono state apportate alcune modifiche a Customer Match per renderlo una soluzione più rispettosa della privacy. L’aspetto principale degli aggiornamenti è che il targeting Customer Match sta passando a una soluzione completamente automatizzata. Ciò significa che Customer Match non è più disponibile per le strategie di offerta manuali (ovvero per le campagne che non utilizzano Smart Bidding).

Inoltre, anche i segmenti simili (in precedenza segmenti di pubblico simili) per Customer Match e tutti i segmenti di pubblico sono stati completamente automatizzati.

Non è più possibile quindi applicare manualmente gli elenchi di segmenti di pubblico simili, tuttavia, le campagne abilitate per Smart Bidding ora includono automaticamente tutti gli elenchi Customer Match per aumentare il rendimento delle tue campagne e aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi.

Finché l’account è attivo, caricando gli elenchi dei segmenti di pubblico Customer Match e utilizzando lo Smart Bidding, l’intelligenza artificiale di Google sceglierà automaticamente come target utenti simili agli utenti negli elenchi caricati tramite Customer Match, ottimizzando al tempo stesso il rendimento complessivo della campagna. 

In definitiva, questi aggiornamenti significano affidarsi davvero all’intelligenza artificiale e all’automazione di Google per ottenere il massimo dai dati dei clienti sulle proprietà pertinenti di proprietà di Google, come Google Shopping, per il prossimo Black Friday.

Puoi consultare gli ultimi aggiornamenti di Customer Match nel Centro assistenza Google Ads qui.

In conclusione

Ottieni il massimo dal Black Friday 2023 sfruttando il sistema potenziato di Google Customer Match. Abbraccia l’integrazione tra intelligenza artificiale e automazione per realizzare una campagna di marketing mirata ed efficiente, assicurandoti di raggiungere il pubblico giusto al momento giusto. 

Non sai come iniziare? Il nostro team sarà felice di aiutarti!

Addio all’interfaccia di Google Search Ads 360: tutto quello che c’è da sapere sulla nuova versione

Pochi giorni fa Google ha annunciato che all’inizio del prossimo anno l’interfaccia di Search Ads 360 che tutti conosciamo, uno degli strumenti più conosciuti della suite di marketing Google Marketing Platform (GMP), cesserà definitivamente di esistere e verrà sostituita da una nuova. L’obiettivo di questa nuova interfaccia è migliorare l’esperienza degli inserzionisti e contribuire a ottenere risultati migliori con una migliore gestione delle campagne di ricerca sui diversi canali.

Anche se può sembrare semplice, il passaggio a questa nuova interfaccia potrebbe avere delle ripercussioni sugli inserzionisti.

Perché eseguire la migrazione alla nuova interfaccia di Search Ads 360

Questa migrazione può generare conflitti per gli inserzionisti come ad esempio:

  • Deprecare le API SA360 di reporting
  • Perdita delle colonne personalizzate
  • Rimozione degli obiettivi di conversione e Smart Bidding
  • Problemi di sincronizzazione forzata con i motori di ricerca

Quali sono le differenze tra l’attuale e la nuova interfaccia di Search Ads 360

Grazie a un’infrastruttura più moderna, il nuovo Search Ads 360 è in grado di offrire un supporto migliore su più canali pubblicitari e motori di ricerca, inclusi partner di terze parti. Ciò significa che gli inserzionisti potranno accedere a più funzionalità da altri motori di ricerca.

  • L’attuale Search Ads 360 dispone di funzionalità limitate del motore di ricerca, impostazioni degli obiettivi di conversione a livello di strategia di offerta e sincronizzazione automatica giornaliera del motore di ricerca con forzatura manuale per l’aggiornamento istantaneo.
  • La nuova interfaccia di Search Ads 360 offre una maggiore copertura di altre funzionalità del motore di ricerca, configurazione di obiettivi e azioni di conversione a livello di campagna/account e la possibilità di creare regole per modificare il valore delle conversioni. Inoltre, ci consentirà di distinguere tra obiettivi di conversione delle campagne, strategie di offerta e strategie di budget e di sincronizzare automaticamente le modifiche ai motori di ricerca in tempo reale.

Fino a quando potrai eseguire la migrazione alla nuova interfaccia di Search Ads 360

Prima di prendere in considerazione questa migrazione, ti consigliamo di dare un’occhiata alle tempistiche di Google per organizzarti al meglio:

  • Si consiglia di pianificare la migrazione delle strategie di offerta e della gestione del budget alla nuova esperienza Search Ads 360 entro gennaio 2024
  • Nel corso di febbraio 2024 consigliamo di procedere con la migrazione per garantire la continuità del servizio
  • Tra febbraio e aprile 2024, la vecchia interfaccia di Search Ads 360 non sarà più disponibile per tutti gli utenti. Google avviserà tutti gli inserzionisti con almeno 60 giorni di anticipo.

 

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