AI Act, gli obblighi già in vigore: la guida completa per le imprese, con FAQ

Il 2 agosto 2026 il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale è entrato in applicazione generale in tutta la UE, anche se già nelle settimane immediatamente precedenti il quadro normativo era cambiato: il Regolamento (UE) 2026/1744, il cosiddetto Digital Omnibus, pubblicato in Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 24 luglio, ha rinviato di oltre un anno la parte più onerosa della disciplina. Ne risulta un quadro a due velocità, che si presta a due errori speculari: credere che sia tutto rinviato e non fare nulla, oppure avviare oggi un progetto di conformità dimensionato su obblighi che scadranno fra due anni.

Che cosa è già pienamente applicabile

Dal 2 agosto le autorità nazionali di vigilanza dispongono di pieni poteri ispettivi e sanzionatori, e sono esigibili gli obblighi di trasparenza dell’articolo 50 del Regolamento. Riguardano il numero più ampio di imprese, comprese quelle che non sviluppano nulla e si limitano a usare strumenti acquistati: chi mette un assistente conversazionale sul sito deve rendere chiaro che è un’intelligenza artificiale, chi pubblica contenuti generati o manipolati deve dichiararlo, chi impiega sistemi di riconoscimento delle emozioni deve informare le persone esposte.

Restano ferme anche le pratiche vietate in assoluto dall’articolo 5, applicabili sin dal febbraio 2025. Due riguardano da vicino le imprese ordinarie e spesso vengono sottovalutate: il riconoscimento delle emozioni dei dipendenti sul luogo di lavoro e la categorizzazione biometrica che deduce convinzioni politiche o religiose, orientamento sessuale, appartenenza sindacale. Sono vietate a prescindere dal consenso dell’interessato.

Che cosa è slittato, e perché non è un “liberi tutti”

Il Digital Omnibus ha spostato in avanti l’intero pacchetto sui sistemi ad alto rischio: 2 dicembre 2027 per quelli dell’Allegato III, cioè selezione del personale, merito creditizio, istruzione, biometria e servizi essenziali, e 2 agosto 2028 per l’intelligenza artificiale incorporata in prodotti già regolati come dispositivi medici, macchine e giocattoli.

Il rinvio nasce da una ragione pratica riconosciuta apertamente: le norme tecniche armonizzate che dovevano rendere concreti quei requisiti non erano pronte. Rinviare a propria volta è però imprudente, perché i tempi tecnici di adeguamento sono di dodici-diciotto mesi fra sistema di gestione del rischio, governance dei dati di addestramento e documentazione tecnica; dicembre 2027 va affrontato entro la fine del 2026.

Nel frattempo, nei contratti B2B e nelle gare pubbliche le dichiarazioni di conformità sono già oggi requisito di partecipazione.

Il punto che tocca chiunque comunichi online

È la parte che nei nostri progetti genera il maggior numero di domande, e merita qualche precisazione perché l’equivoco più diffuso va nella direzione di dichiarare troppo.

Non tutto va dichiarato. L’obbligo riguarda i deepfake, definiti come i contenuti che assomigliano a persone, oggetti o luoghi esistenti e apparirebbero falsamente autentici, e i testi pubblicati per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico.

Una fotografia di prodotto ritoccata, un’illustrazione dichiaratamente stilizzata o un copy scritto con l’assistenza dell’IA e riletto nel merito (da parte di una persona competente sulla materia) restano fuori.

Il flag della piattaforma non trasferisce la responsabilità. L’obbligo grava su chi utilizza il sistema sotto la propria autorità, e gli orientamenti della Commissione del 20 luglio 2026 indicano le impostazioni di interfaccia fra i mezzi con cui il deployer adempie, non fra gli adempimenti che qualcun altro compie al suo posto. Sui contenuti organici, dove quel flag spesso non esiste, la dichiarazione va scritta in apertura e deve restare visibile anche se il contenuto viene ricondiviso.

Le diciture europee sono due. Il Codice di buone pratiche sulla trasparenza dei contenuti generati dall’IA, del 10 giugno 2026, mette a disposizione icone gratuite con le sole scritte AI GENERATED, per i contenuti creati da zero, e AI MODIFIED, per quelli reali ritoccati. L’uso è facoltativo, l’obbligo no.

Le conseguenze, che non sono solo le sanzioni

I massimali dell’AI Act arrivano a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale annuo totale per le pratiche vietate e a 15 milioni o al 3% per la violazione degli altri obblighi, compresa la trasparenza. Il canale sanzionatorio finora realmente attivo, però, è stato un altro: il Garante privacy ha già adottato provvedimenti in materia di intelligenza artificiale, e ciò che viene contestato è quasi sempre la mancanza di documentazione e di procedure più che la tecnologia.

C’è poi una scadenza che passa sotto silenzio ma è tra le più vicine. Dal 9 dicembre 2026 la nuova disciplina europea della responsabilità da prodotto difettoso considera prodotti anche il software e i sistemi di intelligenza artificiale: chi li sviluppa o li incorpora risponde del danno verso chiunque, non solo verso il proprio cliente, con un onere della prova alleggerito per chi agisce in giudizio.

Da dove cominciare

Le prime attività non richiedono investimenti, richiedono ore uomo. L’inventario dei sistemi realmente in uso, compresi quelli adottati dalle singole funzioni senza passare dall’IT; la qualificazione del ruolo per ciascun sistema, perché chi personalizza o rimarchia uno strumento di terzi può assumere gli obblighi del fornitore; la verifica di non impiegare pratiche vietate; l’audit della trasparenza su ogni punto di contatto con il pubblico.

La guida completa

Abbiamo raccolto tutto questo in una guida che copre l’intero quadro, dalle fonti europee alla legge italiana 132/2025 e ai suoi decreti attuativi, con il calendario delle scadenze fino al 2030 e gli obblighi distinti per tipo di impresa.

Due cose la rendono diversa da una sintesi. La prima è un capitolo dedicato a FAQ sui casi concreti, nato dalle domande che ci vengono poste sul lavoro: che cosa fare dei contenuti già online, se il flag della piattaforma basta, con quali parole si dichiara, chi risponde quando il lavoro passa fra agenzia e cliente, se una policy interna ha valore in caso di controllo. Ogni risposta dichiara su che cosa poggia: sul testo di un articolo, su un orientamento della Commissione oppure su una lettura che nessuna fonte ha ancora confermato, perché su questa materia il confine fra ciò che è scritto e ciò che è opinabile passa spesso dentro la stessa domanda.

La seconda è la documentazione delle fonti. Ogni affermazione è verificabile: l’elenco finale raccoglie atti europei, norme nazionali, provvedimenti delle autorità e fonti secondarie in ordine gerarchico, con i riferimenti puntuali e i collegamenti per esteso.

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Making Science presenta ‘AWAKE’: l’AI Venture Studio che industrializza la creazione di Startup e Soluzioni Innovative AI-First

  • La disruption generata dall’AI permette l’accelerazione e l’industrializzazione di soluzioni interne e startup attraverso i centri di eccellenza di Chicago, Madrid e Tbilisi.
  • Questo modello ha già dimostrato la sua forza commerciale e innovativa accelerando startup come ad-machina, che ha decuplicato il proprio valore dall’ingresso nell’ecosistema di Making Science.

Milano, MI — 23 dicembre 2025 — Making Science, società di consulenza globale specializzata nell’accelerazione digitale, ha annunciato oggi il lancio di AWAKE Venture Studio. Questo modello “AI-first” rappresenta una nuova era nell’innovazione sistematica, progettata per identificare, prototipare e scalare sia soluzioni proprietarie interne che startup AI-native indipendenti con un raggio d’azione globale.

Il lancio di AWAKE è motivato dai significativi guadagni di efficienza — di ordini di grandezza superiori alla norma — che Making Science ha già ottenuto grazie all’integrazione interna dell’intelligenza artificiale. Applicando questi metodi, l’azienda ha raggiunto un’accelerazione di 2x nello sviluppo di feature tecnologiche, riducendo drasticamente i tempi di deployment degli Agenti AI. Questo modello ha già dato prova del suo potenziale commerciale e innovativo attraverso l’accelerazione di startup come ad-machina, il cui valore è aumentato di 10 volte da quando è parte dell’ecosistema Making Science. Questi benchmark consolidati costituiscono la base tecnica dei due motori interconnessi di AWAKE, che formalizzano tale efficienza in un processo di “manifattura dell’innovazione” ripetibile.

Il processo inizia con AI Create, un motore di discovery e validazione che utilizza tool di AI proprietari per il monitoraggio dei trend e l’analisi prospettica (horizon scanning). I concept validati passano immediatamente a AI Forge, il motore dedicato alla costruzione e allo scaling. AWAKE poggia su pilastri fondamentali — AI-first thinking, Global Integration e Shared Infrastructure — che operano in sinergia per eliminare gli attriti tipici del ciclo di vita di una startup.

Dando priorità alle opportunità in cui gli agenti autonomi e i modelli fondativi garantiscono un vantaggio competitivo di 10x, AWAKE assicura che ogni progetto nasca con un DNA AI-native. Questa visione è potenziata da una struttura operativa globale che sfrutta gli hub tecnologici distribuiti di Chicago, Madrid e Tbilisi, garantendo che ogni iniziativa nasca con una proposta di valore internazionale e l’accesso a talenti globali sin dal primo giorno. Grazie a un’infrastruttura centralizzata, AWAKE riduce drasticamente i tempi e le risorse necessari per il lancio, permettendo ai talenti di concentrarsi esclusivamente sulla disruption e sulla leadership di mercato.

 

Una Dichiarazione d’Intenti per l’Era dell’AI

“AWAKE è più di un venture studio; è una dichiarazione d’intenti per industrializzare la prossima generazione di soluzioni AI-native”, ha dichiarato José Antonio Martínez Aguilar, CEO e Fondatore di Making Science. “Abbiamo già visto l’impatto di questo modello all’interno della nostra azienda. Creando questo motore ripetibile, liberiamo il talento imprenditoriale affinché possa concentrarsi esclusivamente sulla scalabilità. Che si tratti di forgiare un nuovo strumento interno o una startup globale, l’expertise di Making Science nei dati e nell’AI è la spina dorsale di questa evoluzione”.

35% dei CMO bloccati nel purgatorio dei progetti pilota di intelligenza artificiale

Il rapporto di Making Science rileva che i CMO rischiano la stagnazione, poiché le sfide di integrazione, la crescente complessità dei canali e l’inefficienza creativa bloccano il progresso dell’IA

Milano, 30 Settembre 2025 — Making Science, società di consulenza globale specializzata nell’accelerazione digitale basata sull’IA e nel performance marketing, ha pubblicato una nuova ricerca basata su un sondaggio commissionato nel 2025 e condotto per suo conto da Forrester Consulting che evidenzia un sorprendente paradosso nell’adozione dell’IA da parte dei leader del marketing B2C negli Stati Uniti. Mentre il 95% dei CMO riporta rendimenti positivi dall’implementazione dell’IA nelle campagne, solo il 17% utilizza l’IA come asset fondante in tutte le proprie operazioni di marketing.

Il sondaggio indipendente condotto su 269 CMO di aziende B2C statunitensi con una spesa media annuale superiore a 50 milioni di dollari rivela che, sebbene gli strumenti di IA siano ampiamente disponibili (l’80% dei CMO dichiara di avervi accesso), la maggior parte delle organizzazioni non riesce a scalare oltre i progetti pilota isolati. Più di un terzo (35%) è bloccato in quello che la ricerca definisce “purgatorio dei progetti pilota”, dove l’IA mostra promesse in alcuni canali ma non riesce a raggiungere l’adozione a livello aziendale.

Lo studio evidenzia la complessità che guida questo divario. Oltre la metà dei CMO (57%) gestisce sette o più canali attivi, mentre tre quarti (77%) lavorano con due o più agenzie esterne. Quasi la metà (46%) affida l’onere dell’orchestrazione ai team interni, ma solo il 29% riutilizza in modo efficiente i contenuti creativi tra i canali, nonostante la domanda di contenuti sia triplicata almeno.

Nonostante queste sfide, lo slancio degli investimenti è forte. Due terzi (66%) dei CMO prevedono di investire in piattaforme di marketing basate sull’IA nei prossimi 12 mesi. Nel prendere queste decisioni, danno priorità alla reputazione del fornitore, al supporto e all’innovazione continua (61%), al potenziale ritorno sull’investimento (56%).

“Questa ricerca rivela una sfida critica per i CMO: mentre il valore dell’IA è chiaro, la mancanza di un’orchestrazione strategica è un ostacolo importante. La complessità dell’integrazione e i processi isolati continuano a frenare i CMO”, ha affermato José Antonio Martínez Aguilar (JAMA), Fondatore e CEO di Making Science. “Con i team di marketing che navigano in un numero sempre crescente di canali e formati, la capacità di unificare creatività, media e dati in un sistema coeso sarà il fattore determinante per chi riuscirà a distinguersi veramente e chi rimarrà indietro nel panorama competitivo.

“L’IA si è spinta oltre la sperimentazione ed è ora centrale per le performance di marketing: la prossima ondata di adozione dell’IA non sarà definita dall’accesso agli strumenti, ma dalla capacità di coordinarli tra canali e team.”

I risultati rivelano anche che l’ottimizzazione in tempo reale tra i canali è dove la maggior parte dei CMO (67%) vede il maggior valore nell’IA, al di sopra della produzione creativa su larga scala, della pianificazione centralizzata o dell’automazione del flusso di lavoro. Insieme, queste priorità delineano un chiaro percorso: unificare le operazioni attraverso l’orchestrazione piuttosto che aggiungere strumenti più disconnessi.

Metodologia di ricerca e accreditamenti

Dettagli dello studio Forrester Consulting:

  • Dimensione del campione: 269 CMO con sede negli Stati Uniti in tutti i principali settori
  • Criteri di qualificazione: Organizzazioni che spendono oltre 50 milioni di dollari all’anno in pubblicità
  • Copertura del settore: Vendita al dettaglio, Viaggi, Automotive, Assicurazioni, Banche/Finanza, Sanità, Energia, Elettronica
  • Raccolta dati: Agosto 2025, commissionata da Making Science
  • Metodologia: Sondaggio online con follow-up telefonici per la validazione statistica

Making Science lancia Creative Hub, aumenta le vendite derivanti dalle campagne pubblicitarie fino al 20% con l’IA

Cannes, 19 Giugno 2025 — Making Science, società di consulenza globale specializzata nell’accelerazione digitale basata sull’IA e performance marketing, ha annunciato oggi il lancio di Creative Hub, uno strumento di IA per il marketing che cambia le regole del gioco, progettato per offrire ai marketer il pieno controllo su come creare, misurare, ottimizzare e scalare gli asset creativi nell’era dell’IA generativa.

A differenza di altri strumenti di sviluppo creativo basati sull’IA disponibili sul mercato, Creative Hub fornisce ai team il controllo completo del brand sul processo creativo, sfruttando al contempo un’IA generativa avanzata per quantificare gli elementi creativi, analizzarne l’impatto e fornire insight azionabili per migliorare l’efficacia delle campagne. Questa tecnologia unica consente ai marketer di prendere decisioni basate sui dati riguardanti i loro asset creativi, assicurando che ogni elemento visivo e messaggio sia statisticamente correlato con i KPI di business.

Che si tratti dell’inclusione di persone, del numero di persone, di primi piani, della distanza, della luce o dell’ombra, di scenari notturni o diurni, di sfondi naturali o urbani, per citare solo alcuni esempi: ogni singolo attributo creativo viene analizzato e aggiornato in modo che la performance creativa diventi più forte nel tempo.
Questo processo è una potente analisi multivariabile, in cui tutti gli attributi vengono analizzati congiuntamente per fornire una comprensione di come un attributo influenzi gli altri.

“Automatizzare il processo creativo con l’IA non è un concetto nuovo, ma migliorare e ottimizzare la creatività degli annunci, con il pieno controllo, lo è. Creative Hub rappresenta la prossima evoluzione nel performance marketing”, ha dichiarato José Antonio Martínez Aguilar (JAMA), Fondatore e CEO di Making Science. “Con Creative Hub, i nostri clienti possono superare la sfida della ‘creative fatigue’ per aggiornare rapidamente le creatività in base a ciò che i dati mostrano funzionare, senza dover affidare il processo creativo a una ‘scatola nera’. Non si tratta di ipotesi; si ottimizza con uno scopo preciso, garantendo al contempo la coerenza del messaggio del brand.”

Il messaggio di JAMA è ripreso da uno dei primi utilizzatori di Creative Hub, la catena alberghiera Bahia Principe.

“Dall’integrazione della tecnologia ad-machina nelle nostre operazioni, abbiamo sperimentato una trasformazione fondamentale nella nostra capacità di gestire e ottimizzare i nostri asset visivi”, ha affermato Enrique Ortiz de Zárate, Digital Acquisition Manager di Bahia Principe. “Ci ha permesso di scalare la produzione e l’adattamento delle nostre creatività a un livello senza precedenti. Possiamo generare varianti dei nostri annunci per una miriade di formati e audience, assicurando che ogni immagine che utilizziamo per le nostre destinazioni vacanze risuoni in modo unico con il cliente ideale. Questo ci ha offerto una personalizzazione massiva senza compromettere la qualità visiva che ci definisce come brand.”

Liberando i team creativi dalle attività più ripetitive, ad-machina ha permesso alla catena alberghiera di dedicare più tempo all’ideazione strategica e meno all’adattamento manuale.
A sua volta, l’azienda ha registrato un notevole aumento nella rilevanza e nelle performance delle sue campagne, direttamente collegato all’implementazione di ad-machina.

“Il nostro CTR è aumentato di oltre il 43% e il traffico web di oltre l’8%”, ha osservato Ortiz de Zárate. “In termini puramente di brand, la domanda è cresciuta di quasi il 27% e i click del 12,9%, con un aumento del valore medio del carrello di oltre il 13%. Inoltre, le prenotazioni del nostro brand e delle destinazioni sono aumentate del 68% e il fatturato di oltre il 61%, oltre a un aumento del 28% del CVR.”

JAMA ha spiegato: “Con Creative Hub, ad-machina non solo automatizza l’80% dei compiti che assorbono tempo creativo, come il ridimensionamento di immagini e video o l’aggiornamento e la gestione delle varianti di copy, ma va un passo oltre attraverso l’integrazione dell’IA agentica. Questa tecnologia consente non solo autonomia, ma anche capacità decisionale e controllo su ogni aspetto della campagna – un aspetto che diventa fondamentale man mano che l’IA diventa più autonoma.”

Avendo aperto la strada allo sviluppo di strumenti di automazione per il performance marketing con il lancio di ad-machina quasi un decennio fa, l’aggiunta di Creative Hub al portfolio ad-machina di Making Science rappresenta un ulteriore modo in cui l’azienda sta definendo un nuovo standard per il settore.

Le caratteristiche e i vantaggi chiave includono:

Creatività Quantificabile: Creative Hub fonde l’IA e la produzione pubblicitaria tradizionale per spingere i confini creativi e trasformare le scelte creative soggettive in punti dati misurabili.
Performance delle Campagne Migliorate: I clienti possono ottenere fino al 20% in più di vendite, l’80% più velocemente, attraverso l’ottimizzazione creativa guidata dall’IA e la rapida modifica degli asset.
Controllo Creativo: I brand mantengono il pieno controllo creativo mentre sfruttano la potenza dell’IA per il design e la produzione, garantendo l’integrità e l’originalità del brand.

“Il punto di differenziazione degli strumenti ad-machina, incluso Creative Hub, è la performance. Ad-machina è stato originariamente sviluppato per la Search con annunci testuali, utilizzando le informazioni fornite dal consumatore per personalizzare il messaggio. L’introduzione dell’IA generativa ha accelerato l’evoluzione del nostro software per generare testo, nonché abilitare immagini e video, e potenziare i team nell’analisi e ottimizzazione di ogni elemento, con un conseguente aumento significativo delle performance”, ha concluso JAMA.

Nel panorama in continua evoluzione della pubblicità, Making Science rimane all’avanguardia, aiutando le aziende ad accelerare la crescita e a sbloccare il pieno potenziale dei loro asset creativi.

Per saperne di più sulla piattaforma ad-machina di Making Science e Creative Hub, visita www.ad-machina.com

Note:

ad-machina si presenta come una piattaforma con capacità avanzate che comprendono:

Automazione: Elimina le attività ripetitive, liberando i team per il pensiero strategico.
Augment (Potenziamento): Attraverso agenti IA specializzati come il Creative Optimizer, ad-machina offre analisi multivariate per massimizzare il ROAS (Return on Ad Spend) fino al 30%, identificando le combinazioni creative più efficaci. Gli utenti sintetici agiscono anche come agenti di ricerca e strategia di brand, fornendo dati oggettivi e azionabili che consentono ai creativi di comprendere direttamente l’impatto del loro lavoro sulle metriche di business, il tutto sotto il controllo dell’utente.
Amplify (Amplificazione): Consente una scalabilità efficiente delle campagne attraverso molteplici canali, mercati e categorie di prodotti, sia in formato testuale che in immagini/video, aumentando il fatturato del 20%.
Awaken (Risveglio): Consente agli inserzionisti di sfruttare la tecnologia operativa di ad-machina, concentrandosi sulla generazione di nuove idee e strategie innovative, riaffermando il professionista del marketing come il vero genio creativo, pur mantenendo il controllo strategico del business.

Making Science consolida la presenza in Germania con la nuova joint venture insieme a pilot

  • La joint venture, in vigore dal 1° luglio 2025, è una risposta strategica alle sfide del mercato, unendo la vicinanza locale alle capacità globali di entrambe le aziende. Questa partnership rafforza l’espansione di Making Science in Europa Centrale, consolidando la sua presenza nel mercato tedesco al fianco di uno dei gruppi di agenzie più importanti del paese.
  • La nuova entità offrirà soluzioni avanzate che connettono performance, media, IA e tecnologia in una visione 360 del marketing, rompendo con l’approccio frammentato tradizionale.

Madrid, 12 Giugno 2025 – Making Science, società di consulenza globale specializzata nell’accelerazione digitale AI Powered e performance marketing, e pilot, uno dei principali gruppi di agenzie indipendenti in Germania, hanno annunciato la creazione di una joint venture strategica. L’obiettivo è stimolare l’innovazione nel campo del performance marketing sul mercato tedesco. Questa collaborazione, che sarà effettiva dal 1° luglio 2025, riflette la visione condivisa delle due aziende di affrontare congiuntamente le crescenti sfide di un mercato sempre più complesso, sia a livello locale che con le migliori capacità globali.

Nell’ambito dell’accordo, pilot acquisisce una quota del 25% in Making Science Germania, portando la sua expertise in ambito search marketing per favorirne l’ulteriore crescita. Questo trasferimento permetterà di consolidare l’offerta di un servizio specializzato e tecnologicamente avanzato, espandendo significativamente la capacità di pilot di offrire soluzioni data driven in ambito di performance marketing, intelligenza artificiale e misurazione d’avanguardia. I clienti di pilot avranno inoltre accesso a una gamma più ampia di servizi, inclusi data engineering, misurazione e tecnologie sviluppate da uno dei principali partner globali di Google.

Questa alleanza rafforza la posizione di Making Science come fornitore globale leader di tecnologia e IA applicate al marketing, rappresentando un passo fondamentale nella sua strategia di espansione internazionale. Attraverso questa collaborazione, l’azienda amplia significativamente la sua portata in Europa, mostrando le sue capacità tecnologiche a una base di clienti in continua crescita.

“Questa joint venture strategica con pilot in Germania segna un passo significativo nell’espansione globale di Making Science e rafforza il nostro impegno a fornire tecnologia all’avanguardia ed esperienza nell’IA applicata al marketing”, ha dichiarato José Antonio Martínez Aguilar, Fondatore e CEO globale di Making Science. “Combinando le nostre forze, stiamo creando una potente sinergia per ottenere risultati eccezionali per i clienti di pilot, aumentando al contempo la nostra esperienza in uno dei più grandi mercati pubblicitari d’Europa, con oltre 27 milioni di dollari di investimenti entro il 2024.”

La nuova entità integra l’esperienza di pilot nel settore dei media e la profonda conoscenza del mercato tedesco con l’ampia offerta tecnologica di Making Science, basata sull’intelligenza artificiale e su strumenti avanzati di analisi dei dati. A partire dal 1° luglio 2025, pilot esternalizzerà i suoi servizi di search marketing, consentendole di offrire un servizio completo, sinergico e altamente specializzato ai suoi clienti.

“Con strumenti all’avanguardia e una stretta vicinanza alle piattaforme digitali, Making Science è il partner di marketing ideale per noi: come pilot, apportiamo la nostra esperienza di mercato e i mezzi per fornire il miglior servizio possibile al cliente”, spiega Kristian Meinken, CEO del gruppo di agenzie pilot, in merito alla nuova joint venture con Making Science Germania. “Attraverso Local Planet, ci siamo conosciuti e apprezzati reciprocamente per diversi anni, e la nostra offerta di brandformance ‘Pilot Ignite’, che abbiamo lanciato due anni fa, continuerà senza modifiche.”

Questo accordo sarà anche un catalizzatore per lo sviluppo di nuove soluzioni che integrino brandformance, tecnologia e strategia, combinando le capacità di entrambe le aziende e favorendo l’innovazione continua.

“In Making Science, ci concentriamo sempre sul fornire ai nostri clienti i migliori strumenti e competenze possibili. Questa joint venture con pilot in Germania fornirà ai clienti di pilot accesso diretto alle nostre soluzioni tecnologiche, adtech e martech”, aggiunge Nick Waters, CEO per il Regno Unito, l’Europa settentrionale e centrale di Making Science.

Making Science lancia OptiPhi, la sua nuova piattaforma tecnologica per ottimizzare la spesa pubblicitaria

  • Questa nuova soluzione offre una piattaforma completa che copre l’intero processo di investimento media, dalla misurazione all’attivazione, aiutando gli inserzionisti a massimizzare i propri risultati in modo efficiente e scalabile.

Madrid, 20 febbraio 2025 – Making Science, azienda tecnologica e di marketing specializzata nell’accelerazione del business digitale, ha lanciato la sua nuova soluzione tecnologica, OptiPhi. Questa piattaforma end-to-end consente agli inserzionisti di misurare l’impatto delle proprie campagne e gestire automaticamente la spesa media per aumentare le vendite.

Lo strumento si basa su un approccio di misurazione e ottimizzazione continua che combina diverse metodologie per fornire una visione complessiva delle performance delle campagne. Inoltre, attraverso il Marketing Mix Modeling (MMM), OptiPhi analizza l’impatto delle strategie di marketing sulle vendite, permettendo agli inserzionisti di comprendere il ritorno sugli investimenti (ROI) di ogni canale e ottimizzare il budget in modo più efficiente.

Inoltre, il suo sistema di attribuzione basato su intelligenza artificiale regola la distribuzione della spesa media in tempo reale, identificando il mix di canali ottimale senza compromettere la privacy degli utenti. La piattaforma integra anche funzionalità di sperimentazione, consentendo di valutare nuove opportunità di crescita tramite test controllati e dati azionabili per migliorare la strategia.

Oltre alla misurazione, OptiPhi attiva automaticamente queste informazioni per ottimizzare la spesa pubblicitaria. La piattaforma regola l’allocazione del budget in base ai risultati e fornisce report dettagliati sulle vendite incrementali in tempo reale. Con questa automazione, gli inserzionisti possono prendere decisioni strategiche basate sui dati in modo più agile ed efficace.

«La crescente frammentazione dell’ecosistema pubblicitario e le restrizioni sull’accesso ai dati dovute alle normative sulla privacy hanno trasformato il panorama del marketing digitale. In questo contesto, OptiPhi è stata creata in risposta alla necessità degli inserzionisti di prendere decisioni strategiche basate sui dati in un ambiente sempre più complesso. Questa piattaforma completa va oltre la misurazione e consente l’ottimizzazione in tempo reale della spesa pubblicitaria, garantendo efficienza e scalabilità», spiega Filippo Trocca, Head of Data & Adtech Italy di Making Science.

Con questo lancio, Making Science rafforza il suo impegno nell’innovazione nella tecnologia del marketing, fornendo strumenti che aiutano i brand a massimizzare l’impatto delle proprie strategie in un ecosistema in continua evoluzione.

Making Science, fatturato globale a 274 milioni. Per la divisione italiana una crescita del 20%

  • Il giro d’affari in Italia supera gli 11 milioni di euro. Parallelamente si registra un incremento dell’utile lordo che segna un +15% nel nostro Paese. A trainare la crescita gli investimenti sull’AI per il marketing

Milano, 19 febbraio 2025 – Continua la crescita a doppia cifra di Making Science, società internazionale specializzata nell’accelerazione digitale che opera in Italia e in altri 14 paesi: i dati relativi al bilancio 2024 fotografano un fatturato netto globale di 274 milioni, in crescita del 16% rispetto all’anno precedente, con un Ebitda pari a 14 milioni. Soltanto cinque anni fa, nel 2019, prima dell’avvio del percorso di rapida internazionalizzazione da parte della società nata a Madrid, il fatturato si attestava a 36 milioni.

Ottima performance anche per la divisione italiana, con le sue sedi a Padova e Milano, che segna un fatturato di 9,6 milioni di euro, in crescita del 20% sul 2023, e un aumento del margine lordo del 15%. Considerando anche le attività gestite direttamente dalla sede spagnola, il giro d’affari complessivo in Italia della società internazionale supera gli 11 milioni di euro.

Anche il marketplace Ventis Group, che ha sede a Rimini, acquisito nel 2021, registra un aumento dell’utile del 4% e un fatturato di 11,5 milioni – in crescita del 5% – segnando anche il miglior risultato storico in termini di Ebitda, con 4,2 milioni di euro.

«Le tecnologie proprietarie basate sull’AI – spiega José Antonio Martínez Aguilar, CEO e founder di Making Science – sono uno fra gli elementi differenzianti della nostra società. Abbiamo impresso un grande impulso a questa dimensione, costituendo anche una nuova divisione dedicata, RAISING, che riunisce le nostre tecnologie proprietarie basate sull’AI, tra cui ad-machina. Il 2024 ha segnato un ulteriore consolidamento delle partnership con i grandi player globali come Google e Meta».

«Dal fashion al luxury, dal travel al food fino all’automotive – spiega Victor Vassallo, managing director di Making Science Italia – crescono i brand che si affidano a noi per disegnare strategie e progetti in ambito adtech e martech, cloud e marketing digitale con l’obiettivo di estrarre valore dai dati aziendali e al contempo sfruttare il potenziale delle tecnologie basate sull’AI al servizio del marketing».

Fra le milestone del 2024 anche la presentazione di ad-machina per Meta, nuovo sviluppo del tool di basato sulla generative AI per creare, attivare, misurare e ottimizzare automaticamente le advertising. La tecnologia, che porta la firma dell’italiana Costanza Ghelfi in tandem con lo spagnolo Eduardo Sarciat, ha registrato una forte crescita ed è oggi adottata da 67 clienti in 20 diversi paesi.
Nell’ambito della partnership con Google proprio nei giorni scorsi è arrivato invece il riconoscimento della certificazione Google Cloud DevOps Services nell’area EMEA. Questo riconoscimento – che certifica la capacità di Making Science di migliorare la velocità, la qualità e la resilienza dello sviluppo software su Google Cloud – rafforza l’alleanza strategica tra le due aziende e posiziona Making Science come partner di riferimento nello sviluppo, distribuzione e gestione delle applicazioni cloud, per progetti che spaziano dall’ottimizzazione del software a soluzioni avanzate basate sull’intelligenza artificiale.

Making Science lancia RAISING, nuova divisione tecnologica di IA per potenziare le strategie di marketing

  • RAISING unisce l’expertise dell’azienda nel campo della data science per sviluppare soluzioni avanzate basate sull’Intelligenza Artificiale.
  • Questa nuova divisione include strumenti tecnologici come ad-Machina, Gauss AI e Trust Generative AI, offrendo soluzioni innovative per la misurazione e l’ottimizzazione delle strategie di marketing.

Madrid, Gennaio 2025 – Making Science, società di consulenza tecnologica e di marketing digitale specializzata in e-commerce e trasformazione digitale, ha annunciato il lancio di RAISING, la sua nuova divisione tecnologica che combina l’expertise aziendale con le competenze in ambito data science per sviluppare soluzioni avanzate basate sull’Intelligenza Artificiale. Questa nuova iniziativa mira a trasformare le strategie di marketing dei brand attraverso tecnologie di IA predittive, generative e automatizzate, ottimizzando i risultati lungo l’intero funnel.

Soluzioni basate sull’IA per trasformare il marketing

RAISING integra strumenti all’avanguardia che rafforzano la sua proposta tecnologica. Tra questi, ad-machina, la tecnologia di punta di Making Science che utilizza l’IA generativa per automatizzare la creazione e l’attivazione multi-piattaforma di annunci personalizzati in tempo reale. Lo strumento ha dimostrato la sua efficacia su piattaforme come Performance Max e Meta, ottenendo fino al 30% in più di conversioni rispetto ai metodi tradizionali. Le sue funzionalità avanzate consentono l’adattamento dinamico di annunci di testo, immagine o video alle esigenze del mercato e degli utenti, incorporando analisi dettagliate dei dati, traduzione automatica e ottimizzazione su larga scala, garantendo campagne più efficaci e redditizie, che aziende importanti come Banco Santander o MediaMarkt hanno già integrato nei loro piani aziendali.

Un altro prodotto chiave di questa nuova divisione è Gauss AI, progettato per prevedere il comportamento degli utenti e ottimizzare le strategie di attribuzione, misurazione e pianificazione dei media. Questo sistema aiuta le aziende a identificare le interazioni più rilevanti e redditizie, aumentando l’efficacia delle loro campagne. Trust Generative AI si posiziona come uno strumento versatile e sicuro per la generazione di contenuti su larga scala, automatizzando i processi interni ed esterni in aree come marketing, SEO e risorse umane, garantendo al contempo la conformità normativa e il controllo umano finale.

Un passo avanti nell’innovazione tecnologica

Il lancio di RAISING rafforza la posizione di Making Science come punto di riferimento nell’innovazione tecnologica applicata al marketing.

Secondo José Antonio Martínez Aguilar, fondatore e CEO di Making Science: “Con il lancio di RAISING, riaffermiamo il nostro impegno per l’innovazione e la nostra capacità di fornire soluzioni tecnologiche dirompenti che trasformano il modo in cui i brand interagiscono con il loro pubblico. Con questa divisione, vogliamo che i nostri clienti ottimizzino i loro risultati e accedano a nuove opportunità in un ambiente digitale sempre più competitivo e complesso, offrendo tecnologia (SaaS) affinché i loro stessi team possano sviluppare le loro strategie di business”.

Il lancio di RAISING avviene in concomitanza con un ulteriore investimento del fondo SOPEF II (Spain Oman Private Equity Fund), gestito da MCH, che aumenta il proprio impegno con un apporto di 10 milioni di euro per finanziare la crescita della filiale Making Science Marketing & AdTech, portando il totale a 50 milioni di euro nei prossimi due anni.

Making Science, Nick Waters nominato CEO dell’area UK, Europa del Nord e Centrale

Ex Mindshare, Dentsu Aegis, ed Equibity, Waters guiderà la crescita strategica nella
regione, rafforzando la posizione di Making Science come leader innovativo

Madrid (Spagna), 19 novembre 2024 – Making Science, società di consulenza tecnologica e di marketing digitale specializzata in e-commerce e trasformazione digitale presente con tre sedi anche in Italia, ha nominato Nick Waters come nuovo CEO per il Regno Unito e per i Paesi dell’Europa settentrionale e centrale. Forte di una vasta esperienza nella leadership aziendale e di una profonda conoscenza del mercato tecnologico, Waters guiderà la crescita e l’espansione della società in Europa.

Con oltre 25 anni di esperienza nei settori della pubblicità, del digitale e dei media, Waters ha ricoperto ruoli dirigenziali in numerose aziende di rilievo. In particolare, è stato CEO di Equibity, dirigendo una trasformazione strategica verso un approccio basato sui dati. È stato presidente esecutivo di Dentsu Aegis UK e CEO della Dentsu Aegis Network Asia-Pacifico per oltre un decennio, gestendo operazioni in più di 15 mercati. Prima di allora, è stato CEO di Mindshare, agenzia di WPP, per l’area EMEA, affinando le sue capacità nello sviluppo e implementazione di strategie globali con impatti locali. Una carriera che combina leadership strategica ed esperienza approfondita nei mercati globali.

Un passo verso la leadership di mercato in Europa
La nomina di Waters avviene in un momento cruciale per Making Science, che sta diventando sempre più una destinazione attrattiva per figure di spicco del settore. L’azienda consolida così un ruolo di riferimento nel panorama globale in ambito dati e intelligenza artificiale.

José Antonio Martínez Aguilar, CEO e fondatore di Making Science, ha dichiarato: «Nick Waters sarà la guida ideale per l’espansione di Making Science in Europa. La sua profonda conoscenza del mercato globale e la sua capacità di costruire solide relazioni con i partner strategici saranno fondamentali per consolidare la nostra posizione in Europa e rafforzare la nostra presenza globale. Siamo convinti che la sua esperienza e visione ci aiuteranno ad accelerare la crescita e raggiungere i nostri ambiziosi obiettivi globali».

Nick Waters ha commentato: «Making Science è l’azienda più interessante nel panorama dei digital accelerator, e questa è una straordinaria opportunità per unirmi al loro team nella terza fase del loro percorso di crescita globale. Questa è un’azienda costruita per il mondo del marketing di oggi e di domani. Con un team brillante che applica scienza dei dati e intelligenza artificiale, Making Science offre un vantaggio competitivo per i brand. Il futuro riserva grandi opportunità a chi saprà coglierle: Making Science è una di queste opportunità, e sono entusiasta di poter contribuire al suo successo».

Con questa nomina, Making Science rafforza la propria struttura manageriale e si avvicina al raggiungimento dei suoi obiettivi finanziari. L’ingresso di Waters garantirà l’implementazione di strategie volte a massimizzare la redditività e a consolidare le relazioni con i partner strategici nella regione.

FLASH NEWS | nuovo GPSR, cosa cambia per i venditori su Amazon

Il General Product Safety Regulation (GPSR) rappresenta un’importante evoluzione nel quadro normativo europeo per la sicurezza dei prodotti. A partire dal 13 dicembre 2024, tutti i prodotti non alimentari venduti sul mercato dell’Unione Europea dovranno rispettare i requisiti del GPSR. Questo regolamento sostituisce la vecchia General Product Safety Directive (GPSD) e introduce nuove regole per garantire una maggiore sicurezza dei consumatori, rafforzando la sorveglianza del mercato e l’accountability dei venditori, in particolare quelli che operano tramite piattaforme come Amazon.

Chi è coinvolto?

Il GPSR riguarda una vasta gamma di operatori economici, inclusi:

Produttori e Importatori nell’UE: Sono obbligati a garantire che i loro prodotti siano sicuri, fornendo la documentazione tecnica necessaria (es. dichiarazioni di conformità) e rispettando le normative applicabili.

Venditori non UE: Le aziende al di fuori dell’Unione Europea che vendono su Amazon devono designare un **Responsabile nell’UE** che garantisca la conformità dei prodotti. Questo responsabile può essere un rappresentante autorizzato, un importatore o un fornitore di servizi di adempimento, e il suo nome deve essere visibile sui prodotti, imballaggi o documenti accompagnatori.

Marketplace come Amazon: Amazon ha la responsabilità di garantire che i prodotti venduti tramite la piattaforma rispettino le normative di sicurezza europee. Ciò significa che la piattaforma deve monitorare la conformità dei prodotti, garantire la tracciabilità, collaborare con le autorità in caso di richiami e fornire le informazioni di sicurezza necessarie ai consumatori.

Requisiti chiave

1. Designazione di un Responsabile UE: I venditori non UE devono nominare un responsabile per garantire la conformità dei prodotti alle norme di sicurezza. Il nome e i contatti di questa persona devono essere inclusi sui prodotti o sui loro imballaggi.

2. Test di Sicurezza: I prodotti devono essere sottoposti a test di sicurezza basati su standard armonizzati dell’UE. Se non sono disponibili standard armonizzati, i venditori possono utilizzare standard non armonizzati o creare criteri di sicurezza interni. I test devono essere documentati, e Amazon può richiedere rapporti di test ai venditori in qualsiasi momento.

3. Tracciabilità e Etichettatura: Ogni prodotto deve essere identificabile tramite un numero di serie, lotto o tipo e deve riportare informazioni sul produttore, importatore e responsabile UE. Queste informazioni devono essere facilmente visibili, preferibilmente anche in forma digitale, come un QR code, per garantire la trasparenza e tracciabilità.

4. Gestione dei Richiami e degli Incidenti: In caso di prodotti pericolosi, Amazon e i venditori sono tenuti a richiamare i prodotti e notificare tempestivamente i consumatori e le autorità competenti tramite il Safety Business Gateway. I prodotti non conformi saranno rimossi dalla piattaforma.

5. Cybersecurity e Prodotti Intelligenti**: I prodotti che incorporano tecnologie digitali, come l’IA, devono includere misure di sicurezza informatica per prevenire accessi non autorizzati che potrebbero comprometterne la sicurezza.

Impatto su Amazon

Per Amazon, il GPSR introduce l’obbligo di sorvegliare attivamente i prodotti venduti sulla piattaforma. La piattaforma dovrà fornire ai consumatori informazioni dettagliate sulla sicurezza dei prodotti e intervenire in caso di non conformità, collaborando con le autorità per garantire che i prodotti pericolosi vengano ritirati dal mercato.

Conseguenze della non conformità

La mancata conformità al GPSR porterà alla rimozione dei prodotti non conformi dalla piattaforma. I venditori che non rispettano le nuove normative rischiano multe e il blocco delle loro attività di vendita nell’UE.

Conclusione

Il GPSR introduce un quadro normativo più rigoroso per la sicurezza dei prodotti in Europa. Amazon e i suoi venditori devono prepararsi a rispettare queste nuove regole entro il dicembre 2024, assicurando che ogni prodotto venduto sia sicuro, tracciabile e conforme agli standard dell’UE.

 

Puoi contattarci se hai bisogno di un supporto nella gestione di questo problema o per ottimizzare la tua presenza della tua presenza su Amazon e i servizi collegati. Accedi alla sezione con una selezione di casi di successo Making Science.