Migliorare l’Efficienza del Servizio Clienti con i Bot Einstein

Offrire un servizio clienti eccezionale non è solo un vantaggio competitivo, è un prerequisito per il successo a lungo termine. Nel panorama aziendale di oggi la tecnologia semplifica le operazioni, mentre l’interazione umana gli regala la “vitalità” ma colmare la competenza e la disponibilità umana può rivelarsi una sfida. 

Introdurre la Tecnologia ChatBot sta rivoluzionando l’engagement dei clienti e, sfruttando l’IA e l’elaborazione del linguaggio naturale, sta diventando la scelta prediletta dalle aziende che mirano a migliorare la comunicazione e le esperienze dei clienti. Scopriamo cosa rende il ChatBot Einstein eccezionale e la scelta top del settore!

Il ChatBot Einstein di Salesforce, sfruttando le capacità di IA di Salesforce, permette alle aziende di integrare chatbot in diversi processi di coinvolgimento dei clienti in tempo reale. Con la sua avanzata Elaborazione del Linguaggio Naturale (NLP) e l’apprendimento automatico, il chatbot comprende le richieste dei clienti e fornisce risposte pertinenti. Abilitare il ChatBot Einstein tramite le impostazioni native di Salesforce elimina le complessità di integrazione.

Inoltre, l’integrazione fluida con gli strumenti CRM di Salesforce migliora le esperienze dei clienti. I bot Einstein eccellono nell’assistere i clienti, rispondendo a domande e potenziando le intuizioni dei rappresentanti dell’assistenza clienti. Analizzano i dati, prevedono gli esiti, suggeriscono azioni ottimali e semplificano l’automazione.

Capire le aspettative dei clienti è fondamentale e i chatbot Salesforce si addentrano nei sistemi backend per guidare le azioni degli agenti. Per i problemi complessi si attivano trasferimenti agli Agenti dal Vivo disponibili. Successivamente, gli agenti possono rivedere le interazioni bot-cliente per fornire un supporto adeguato. Il ChatBot Einstein rivoluziona l’engagement dei clienti attraverso il suo assistente dinamico alimentato da IA e l’integrazione profonda con l’ecosistema di Salesforce.

 

Perché Dovresti Usare un Bot Einstein?

Considera questi punti quando valuti l’adozione del Bot Einstein di Salesforce:

  • Risposte Più Rapide: A differenza di email, messaggi di testo, chiamate o social media, offre risposte più veloci alle domande frequenti, rafforzando il coinvolgimento dei clienti.
  • Efficienza Temporale: Le soluzioni intelligenti del Bot Einstein risparmiano tempo ai clienti e ai rappresentanti dell’assistenza, permettendo agli agenti di concentrarsi su aspetti strategici del loro ruolo.
  • Casi Ridotti: Affrontando un’ampia gamma di domande si riduce la necessità che i casi debbano essere escalati agli agenti dal vivo, diminuendo così il volume dei casi.
  • Funzionalità Intelligente: Sfruttando la Comprensione del Linguaggio Naturale (NLU), i bot Einstein imparano e si evolvono continuamente, migliorando la loro intelligenza e capacità.
  • Risoluzione Rapida delle Query tramite Articoli della Knowledge Base: Il ChatBot Einstein sfrutta la base di conoscenza di Salesforce per fornire risposte accurate, utilizzando la NLP per abbinare le query dei clienti con articoli pertinenti. Questo migliora l’esperienza del cliente attraverso risposte rapide e precise derivate da un repository di informazioni su prodotti, servizi e problemi standard.

Guardando al Futuro: Il Futuro dell’Engagement dei Clienti con l’IA

Il ChatBot Einstein di Salesforce rappresenta un significativo passo avanti nel servizio clienti, combinando l’efficienza dell’IA con la comprensione degli agenti umani. La sua capacità di fornire risposte rapide, gestire efficacemente il tempo e ridurre il carico di casi, mentre continua ad apprendere dalle interazioni, lo rende un bene inestimabile per qualsiasi azienda proiettata verso il futuro.

In Making Science, ci specializziamo nel sfruttare tali tecnologie all’avanguardia per non solo soddisfare le esigenze attuali ma anche anticipare le necessità future.

Il nostro approccio è quello di collaborare con voi per garantire che questi strumenti siano integrati in modo fluido ed efficace, potenziando la vostra azienda nel fornire esperienze eccezionali ai clienti.

Il panorama digitale nel 2024: le 5 tendenze da tenere d’occhio

Ci avviciniamo al 2024 e il mondo digitale continua a evolversi a un ritmo senza precedenti plasmando il modo in cui ci connettiamo, consumiamo informazioni e prendiamo decisioni. In questo blog approfondiremo cinque principali tendenze digitali che domineranno il panorama nel 2024: i sistemi di gestione dati sui clienti (CDP), l’intelligenza artificiale (AI) nella pubblicità, la ricerca su TikTok, Connected TV (CTV) e il marketing incentrato sulla privacy.

Customer Data Platform: i sistemi di gestione dei dati dei clienti 

Nell’era del data-driven, i sistemi di gestione dati dei clienti (CDP) sono ormai le fondamenta delle strategie di marketing di successo. Le customer Data Platform permettono di raccogliere e unificare i dati proprietari dei clienti provenienti da più fonti per creare una visione unificata e completa. Questa visione olistica del comportamento e delle preferenze dei clienti consente di muoversi con iniziative di marketing personalizzate e mirate. 

L’AI nella pubblicità

L’intelligenza artificiale (AI) ha già rivoluzionato il panorama pubblicitario e nel 2024, diventerà ancora più integrata. La pubblicità alimentata dall’intelligenza artificiale consente alle aziende di fornire contenuti altamente mirati e personalizzati ai propri pubblici. Dalle analisi predittive alla pubblicità programmatica, l’AI ottimizza le posizioni degli annunci, assicurando che i marchi raggiungano il pubblico giusto al momento giusto. Con l’avanzamento della tecnologia, ci possiamo aspettare algoritmi AI più sofisticati per aumentare la pertinenza e l’interazione degli annunci.

TikTok e le nuove funzionalità di ricerca

Come sappiamo TikTok ha preso d’assalto il mondo dei social media e nel 2024 vedrà un significativo incremento di utilizzo delle funzionalità di ricerca all’interno della piattaforma. Con l’introduzione di Search Ads Toggle, una nuova funzione del TikTok Ads Manager, i brand potranno mostrare i propri annunci nei risultati di ricerca su TikTok insieme a quelli organici legati alle search query effettuate dagli utenti. Questa evoluzione delle capacità di ricerca di TikTok la renderà una piattaforma ancora più potente per i marketer che cercano di connettersi con il proprio pubblico di destinazione attraverso contenuti creativi e coinvolgenti.

Connected TV: la nuova frontiera dell’advertising

La Connected TV sta ridefinendo il modo in cui i consumatori accedono e interagiscono con i contenuti. L’aumento dei servizi di streaming e delle smart TV ha aperto la strada a esperienze di visione personalizzabili e on-demand. Nel 2024, la CTV è pronta a diventare una forza dominante nel settore della pubblicità. I marketer possono sfruttarla per raggiungere il target su scala più ampia, fornendo contenuti personalizzati direttamente nelle case degli spettatori. Lo spostamento verso la CTV evidenzia l’importanza di adattare le strategie pubblicitarie per riuscire ad incontrare i consumatori sugli schermi dove trascorrono la maggior parte del loro tempo.

Marketing incentrato sulla privacy

Le preoccupazioni sulla privacy dei dati si fanno più forti e i consumatori desiderano sempre più trasparenza e controllo sulle proprie informazioni personali. Il marketing incentrato sulla privacy non è solo una tendenza è un cambiamento fondamentale. Nel 2024, le aziende dovranno dare priorità alla privacy nelle loro strategie di marketing, instaurando rapporti di fiducia con i consumatori e adottando pratiche eque in materia di dati. Questo cambiamento influenzerà tutto, dalla pubblicità mirata alla conservazione e alla gestione dei dati, mentre le aziende si sforzano di dimostrare il loro impegno nella protezione della privacy degli utenti.

Conclusione

Mentre abbracciamo le tendenze digitali del 2024, è evidente che il panorama si sta evolvendo verso esperienze più personalizzate, trasparenti e customer-centric. Le aziende che restano al passo con i tempi si troveranno ben posizionate nel panorama digitale competitivo.

Vuoi comprendere e capire come adattarti a questi trend per creare connessioni di valore con il tuo pubblico e stare al passo con le novità del mondo digital?

Mondiali e Black Friday: come gestire gli alti livelli di concorrenza del 4° trimestre

Quest’anno il Qatar è stato scelto per ospitare i Mondiali di calcio del 2022. A causa dell’intenso caldo estivo, i Mondiali si terranno dal 21 novembre al 18 dicembre: è la prima volta che questo evento si svolge al di fuori dei mesi di maggio, giugno e luglio. Questo comporta ulteriori sfide per gli inserzionisti italiani: fare pubblicità in concomitanza con quelli che sono già eventi di riferimento nel calendario del marketing, come il weekend del Black Friday, il Cyber Monday e il periodo di avvicinamento al Natale. 

Il Black Friday è sempre stato un periodo noto per il marketing, che richiede una maggiore attenzione nella definizione di un piano media. Negli ultimi tempi, il fenomeno si è esteso a un intero fine settimana, includendo il Cyber Monday. Quest’anno, l’evento inizierà il 25 novembre, e si protrarrà fino a lunedì 28 novembre.

Per settimane prima del Black Friday, gli acquirenti iniziano a rimandare i nuovi acquisti, pronti a vedere cosa offriranno i brand durante il famoso fine settimana. E quando arriva il momento, i clienti si affollano su Internet per valutare le offerte del mercato. 

Sebbene il Black Friday sia eccezionalmente competitivo nel settore dell’e-commerce, il suo impatto può essere avvertito nell’intero panorama della pubblicità digitale. In generale, la maggiore concorrenza con un numero maggiore – e più aggressivo – di inserzionisti su tutti i canali pubblicitari durante il fine settimana si traduce in un aumento dei costi pubblicitari per tutti. Soprattutto nel mondo della pubblicità digitale di oggi, dove siamo incoraggiati ad ampliare il targeting e ad affidarci alle ottimizzazioni algoritmiche per trovare gli utenti migliori in un mercato più competitivo, si sta anche riscontrando il fenomeno della sovrapposizione dei vertical. Oggi infatti, essendo incoraggiati a fare inserzioni a più ampio raggio, c’è molta più possibilità di sovrapposizione di audience targeting tra i diversi settori rispetto al passato. 

In sintesi, un evento come il Black Friday ha un forte impatto su qualsiasi inserzionista che spera di acquistare annunci in quel periodo.

Trarre spunti dagli anni precedenti

L’anno scorso, nel weekend del Black Friday, abbiamo assistito a un aumento dei Cost per Mille (CPM) fino al 90%, rispetto al dato comparativo dell’intero quarto trimestre. Per un gran numero di vertical, non esiste un fine settimana simile, tutto l’anno, in cui si registra la stessa percentuale di aumento dei CPM.

L’ulteriore sfida nasce dal fatto che i potenziali utenti entrano nel mercato con aspettative più elevate: nel Black Friday, più che mai, i consumatori si siedono al posto di guida, valutando il meglio di diverse offerte e sconti e convertendo di conseguenza. Un marchio che non può o non vuole fornire un incentivo di questo tipo vedrà probabilmente crollare i tassi di clic e di conversione.

Con una domanda così elevata, il Black Friday è un’opportunità che per gli inserzionisti sembra troppo ghiotta per per lasciarsela sfuggire, ma se non viene affrontata con una strategia appropriata potrebbe costare cara in termini di metriche di efficienza come Cost per Acquisition (CPA) e ROAS, o addirittura di immagine del marchio, a causa della svalutazione dovuta a sconti eccessivi. 

Durante gli Europei di calcio del 2020, abbiamo assistito a un aumento dei CPM, con una media compresa tra il 3% e l’8%. I CPM delle aziende sportive sono aumentati ulteriormente, di circa il 17% nel periodo 11 giugno – 11 luglio, e di un altro 3% nel giorno della finale tra Inghilterra e Italia a Wembley.

Come pianificare il Black Friday e la Coppa del Mondo?

Quest’anno il weekend del Black Friday va in concomitanza con la Coppa del Mondo, che si svolgerà con quattro partite al giorno in quei giorni. In vista di questo, spieghiamo come un inserzionista può navigare efficacemente nel difficile periodo del Q4, che quest’anno sembra un campo minato di eventi che aumentano la concorrenza.

Pianificazione del budget. Considera la possibilità di aumentare e diminuire il budget per periodi definiti dei prossimi mesi, in risposta alla domanda e all’offerta. Una pianificazione fluida del budget potrebbe favorire risposte più agili, passando da obiettivi e budget mensili a trimestrali. Il Black Friday richiede un certo impegno di spesa se si vuole riuscire a rimanere competitivi: bisogna lasciarsi lo spazio per competere il più possibile.

La tua offerta. Pianifica in anticipo le offerte e gli sconti e produci creatività che siano all’altezza. Anche se non potrai permetterti un’offerta particolarmente competitiva, possiamo inquadrarla positivamente attraverso la creatività e il copy, in modo che possa comunque essere utilizzata per motivare l’utente all’azione. Gioca sull’esclusività, sul “potere del gratis” e sul “pregiudizio della scarsità”.

Un pubblico più ampio può in qualche modo compensare l’aumento dei CPM (ma non del tutto); la contropartita, tuttavia, può essere un tasso di conversione più basso: cercate di trovare il punto di equilibrio tra le due leve per raggiungere i tuoi obiettivi.

Considera il tuo obiettivo. Il Black Friday e il Cyber Monday potrebbero essere periodi di crescita delle entrate. Tuttavia, forse il periodo post-natalizio e pre-natalizio è più adatto a stimolare la consapevolezza in vista delle vendite di gennaio. Un adeguamento dinamico e intelligente degli obiettivi nel corso del trimestre ti consentirà di massimizzare l’opportunità unica che si presenta. Considera i migliori KPI per ogni obiettivo e attività scelti, che si tratti di AOV (Average Order Value), ROI (Return on Investment), CPA (Cost per Action) o Cost per Engagement, eccetera.

Pre-prenotare il traffico prima che i costi esplodano. Se il tuo obiettivo è l’awareness, prendi in considerazione la possibilità di prenotare in anticipo il traffico Reach & Frequency attraverso Meta, per assicurarti un CPM in linea con le tue necessità.

Considera altri canali. Meta e Google possono talvolta diventare mercati sovraffollati in questi periodi di grande concorrenza. Questo va bene se si ha il budget per competere, ma magari è possibile trovare gli stessi utenti in un ambiente diverso e più economico. Canali come Snapchat, Twitter, Reddit, TikTok e Pinterest potrebbero essere opzioni migliori. O forse la scelta migliore sarebbe una combinazione di entrambi: dipende dal piano aziendale e dagli obiettivi. Anche se questi canali subiranno indubbiamente un aumento dei costi, probabilmente non saranno simili a Google o Meta. 

È difficile prevedere con esattezza come cambierà il panorama del marketing da novembre a dicembre, poiché si tratta di un periodo senza precedenti, ma ciò che possiamo fare è preparare le nostre campagne di conseguenza. Contatta i nostri esperti per saperne di più su come prepararti al meglio per la prossima stagione.

La differenza tra Amazon Vendor e Seller

Quando si parla di vendere su Amazon, le aziende si trovano davanti a due possibilità: essere Vendor oppure essere Seller. Qual è la differenza tra le due categorie? 

Innanzitutto, occorre precisare che si diventa Vendor solo tramite invito diretto di Amazon, a produttori e distributori con esclusiva. Qualunque  venditore, invece, può aprire un account Seller Central. 

Il Vendor, per definizione, è un fornitore diretto di Amazon, che ordina la merce direttamente sulla linea di produzione, ad un prezzo wholesale, e si impegna a distribuirla sul marketplace, gestendo ordini e spedizioni. Da qui la dicitura “venduto e spedito da Amazon”. Si diventa Vendor solo tramite invito diretto di Amazon, ed è rivolto a produttori e distributori con esclusiva.

Il Seller, invece, può scegliere se spedire in autonomia o per mezzo della logistica Amazon. Nel primo caso, il Seller ha accesso diretto alla gestione degli ordini e all’organizzazione dell’inventario, mentre nel secondo caso  rifornisce periodicamente i prodotti, preparandoli per la logistica. Un prodotto ‘Fulfilled by Amazon’, o FBA, ha spedizioni più veloci ed è idoneo a Prime. 

Costo del programma

Un account Seller di tipo individuale non ha costi di apertura, ma permette di vendere fino a 40 prodotti, il cui costo di vendita è di €1,00 a vendita. Un piano Seller Pro, invece, ha un costo di €39/mese con nessun limite sulle vendite. 

Per i Seller, poi, bisogna considerare le commissioni trattenute da Amazon sulle vendite, che si aggirano intorno al 15%. A questi costi vanno aggiunte le spese delle spedizioni, nel caso siano gestite in autonomia, oppure  il costo di logistica Amazon, nel caso in cui si volesse far gestire ordini, spedizioni e resi ad Amazon. Il costo della logistica varia in base a: peso, categoria e volume occupato in magazzino dalla merce. 

Quando si è Vendor, invece, non si parla di costi legati direttamente alla logistica o alla vendita, ma di marginalità sui prodotti. Amazon propone un contratto di acquisto di prodotti ad un prezzo all’ingrosso, insieme a determinate condizioni, tra cui la marginalità garantita sulla merce. Nel caso in cui il Vendor non rispettasse i termini di consegna della merce o cancellasse le spedizioni, verrebbe applicato un costo aggiuntivo detto chargeback.

Vantaggi di essere Seller 

Essere Seller conviene quando si vuole avere un certo controllo del Branding e del Pricing. Il venditore può infatti creare in autonomia le schede del prodotto, avendo totale controllo sul loro contenuto, se non si tratta di prodotti già esistenti su Amazon. Il Seller può, inoltre, stabilire il prezzo di vendita, che deve essere sempre e comunque competitivo e risultare il più basso sul mercato, se si vuole vincere la Buy Box, ovvero far sì che il prodotto appaia in evidenza quando è disponibile presso più rivenditori

La gestione diretta degli ordini permette di controllare il rapporto con il cliente, anche se, di contro, il Seller deve occuparsi di gestire i resi ed i rimborsi in prima persona. Un altro vantaggio è che Amazon effettua i pagamenti ai Seller ogni due settimane, mentre il Vendor deve attendere dai 60 fino ai 90 giorni. 

Vantaggi di essere Vendor

Certamente, per l’utente finale, visualizzare un prodotto venduto e spedito da Amazon rappresenta una garanzia di acquisto in più: per velocità di consegna, per competitività di prezzo e customer care multilingua, di cui non deve preoccuparsi il Vendor. 

Essere fornitore Amazon vuol dire poter arrivare in tutti i marketplace, con le spese di spedizione e logistica a carico di Amazon, così come l’assistenza al cliente, la gestione dei rimborsi e la creazione di: schede prodotto, contenuti A+ e Store. 

Il prezzo finale di vendita del prodotto viene deciso da Amazon, di modo da poter essere, nel marketplace, i più competitivi possibile e vincere sempre la Buy Box. Anche quando si tratta di campagne, l’algoritmo predilige i prodotti Vendor, rispetto ai prodotti Seller. I costi dei bid sono più bassi, il tasso di clic e di acquisto aumentano. 

Strategia di Vendita su Amazon

Quando un’azienda è sia Seller che Vendor, è importante non innescare il conflitto tra gli account, mantenendo delle linee di prodotto attive sul Vendor e altre sul Seller, soprattutto se si tratta del lancio di nuovi articoli.

In linea generale, quando si inizia a vendere su Amazon, la strategia vincente è utilizzare la logistica di Amazon per i prodotti alto rotanti, per cui il flusso di magazzino può segnare un tornaconto sulle spese del servizio FBA. 

Possiamo scegliere di destinare al mercato Seller, e non a quello Vendor, i prodotti di cui vogliamo mantenere l’assoluto controllo sul prezzo e sul contenuto brandizzato (contenuti arricchiti e schede del prodotto). Questo ha particolare significato, soprattutto quando siamo proprietari di un marchio ed iscritti al registro marche di Amazon.

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Ritorno al futuro con WordPress

Se ti stai chiedendo se è importante scegliere un CMS (o content management system) quando si crea il proprio sito web, la risposta è: certamente. Dobbiamo tenere a mente le esigenze del nostro business quando scegliamo un CMS, e naturalmente conoscere quelli esistenti sul mercato, per poter fare la scelta migliore.

Oggi parliamo di WordPress, uno dei CMS più famosi sul mercato.

Nel 2003, quando il concetto di “Web 2.0” era una tendenza misteriosa che prendeva d’assalto il mondo dello sviluppo web, un piccolo gruppo di persone dedicate alla filosofia open source, ovvero l’idea di software che gli utenti potessero usare liberamente, ha lanciato quello che ora è conosciuto come una delle soluzioni CMS più potenti del mondo: WordPress.

Secondo W3Techs, di tutti i siti web indicizzati che utilizzano il CMS ad oggi come soluzione integrata, oltre il 65% utilizza WordPress come CMS di scelta. Di per sè, questa è una statistica importante, ma ancora più impressionante è il fatto che WordPress ha mantenuto una crescita costante anno dopo anno dal suo lancio.

Lo sviluppo web ha preso una pausa

Per quanto il curriculum di WordPress sia notevole, dopo alcuni anni dal suo lancio il mondo del web design e dello sviluppo ha inevitabilmente preso una pausa da WordPress per esplorare nuove soluzioni, come Drupal, Joomla, Wagtail, e altre.

Il web è un’entità molto vasta che deve essere costantemente aggiornata. Infatti, in un mondo digitale che si muove molto velocemente, se c’è un leggero sentore di stagnazione per una tecnologia o una tendenza, o se determinate soluzioni non sono in grado di tenere il passo e mantenere un livello costante di innovazione, gli utenti si muovono in altre direzioni.

Insieme alle limitazioni tecniche che aveva all’epoca, essendo una soluzione contorta e basata su plugin, senza supporto per le tendenze pionieristiche, WordPress è diventata, soprattutto per lo sviluppo front-end, un ambiente limitante e restrittivo. Era solo una questione di tempo prima che gli sviluppatori la lasciassero in cerca di pascoli più verdi.

La rinascita di WordPress

Tuttavia, l’avventura di WordPress era tutt’altro che finita. Ha continuato a raccogliere richieste di funzionalità e feedback dagli utenti e continuato a crescere, costruire, espandersi e innovare. 

Oggi non esistono limitazioni quando si tratta di sviluppo web e WordPress. Per questo oggi elenchiamo alcune delle ragioni per WordPress può rappresentare una soluzione solida, robusta e versatile per i business:

Sistema dei plugin

Le API, o interfacce di programmazione delle applicazioni, di WordPress rendono possibile la creazione di plugin per estendere le capacità del software. L’estensibilità di WordPress sta nelle migliaia di opzioni a disposizione. 

Sistema dei temi

WordPress fornisce l’opzione di creare temi semplici o complessi a seconda dei requisiti del proprio sito, con la possibilità di condividere i propri temi gratuitamente tra gli utenti del software.

Quadro delle applicazioni

WordPress può aiutarti anche nella creazione di un’applicazione, fornendo molte funzionalità utili tra cui traduzioni, richieste HTTP, database, routing URL e molto di più. 

Tipi di contenuto personalizzati

WordPress viene fornito con tipi di contenuto predefiniti, ma per una maggiore flessibilità è possibile aggiungere poche righe di codice per creare post personalizzati, tassonomie e metadati. 

Gestione degli utenti

Non tutti hanno bisogno dello stesso accesso al sito web aziendale. Gli amministratori gestiscono il sito, gli editor lavorano con il contenuto, gli autori e i collaboratori scrivono il contenuto, e gli iscritti hanno un profilo che possono gestire. Questa funzionalità permette di avere una varietà di contributori al tuo sito web, e permette agli altri utenti di essere semplicemente parte della tua comunità.

Libertà

Infine e più importante, WordPress è concesso in licenza sotto la GPL (General Public License) che è stata creata per proteggere le libertà degli utenti. Si può infatti usare WordPress in qualsiasi modo: si può installarlo, usarlo, modificarlo, distribuirlo. La libertà del software è il fondamento su cui WordPress è costruito e questo è uno dei motivi principali per cui WordPress è il CMS più usato sul web.

 

Come WordPress continua a crescere, così facciamo noi, adattandoci alle esigenze dei marchi. Hai bisogno di aiuto con il tuo sito web? Scrivici a info@makingscience.com e il nostro team di esperti sarà felice di aiutarti!

Marketplace: una forza per la crescita aziendale

La pandemia ha cambiato il modo in cui si fanno gli acquisti. Di conseguenza, le strategie delle aziende per commercializzare i propri prodotti e servizi sono cambiate. 

Per gestire l’ondata di consumatori che si sono spostati online, sono emersi più luoghi di vendita. I dati ci dicono che il 47% degli acquisti digitali in tutto il mondo è avvenuto tramite piattaforme di marketplace. La digitalizzazione della nostra cultura dello shopping ha permesso di vendere prodotti e servizi ovunque, portando a una crescita delle vendite. 

Cosa sono i marketplace

I marketplace, cioè le piattaforme online che vendono una gamma di prodotti e marchi, sono efficaci perché permettono alle imprese di raggiungere i propri clienti e soddisfare le loro richieste più facilmente. Quindi, vendere i propri prodotti sia sul proprio e-commerce che tramite marketplace è un’ottima strategia per guidare le vendite. Infatti, costruire una presenza online coerente su più canali esporrà il marchio a più persone e più lontano del solo sito web aziendale.

I marketplace sono spazi online aperti, dove i clienti possono cercare vari prodotti in un unico luogo. Questi offrono varietà, confronto dei prezzi e un’esperienza di acquisto più facile. Dalle risposte più rapide del servizio clienti alla spedizione personalizzabile, i marketplace offrono vantaggi sia per l’utente che per l’azienda. 

Perché i marchi scelgono di vendere sui marketplace?

Tra i vari motivi per cui ai brand conviene vendere sui marketplace troviamo:

  • Una maggiore esposizione del proprio marchio
  • Un canale aggiuntivo per commercializzare e vendere prodotti e servizi
  • Vendere su una piattaforma aperta crea fiducia con i clienti che vedono recensioni imparziali

I dati di uno studio condotto da Making Science hanno mostrato che chi vende prodotti su un marketplace ottiene il 38% in più di ROI (Return on Investment) rispetto a chi usa solo il proprio sito web, e che chi vende su due marketplace aumenta le entrate del 120%. 

L’uso e la rilevanza degli e-commerce esistenti hanno superato quelli dei siti web aziendali. Infatti, molti venditori dipendono solo dai marketplace esterni, quali Amazon o eBay.

Il vantaggio del marketplace sul proprio e-commerce

La scelta di utilizzare o meno un sito dipende in gran parte dal tipo di prodotti e servizi e dai propri obiettivi. Pochi marchi hanno abbastanza capacità digitali e logistiche per affrontare la domanda dei clienti, quindi l’opzione di associarsi a un marketplace appare come la soluzione migliore. Inoltre, l’investimento iniziale è inferiore alla preparazione di un sito web e all’assunzione di tutti i servizi, strumenti e manutenzione di una piattaforma e-commerce.

Nel caso in cui il volume sia sufficientemente alto, i marketplace possono essere sostanzialmente più produttivi che mettere tempo e capitale nella creazione del proprio sito di e-commerce.

Inoltre, un marketplace è un’opzione interessante se il business è piccolo, ha appena iniziato e vuole testare il mercato e studiare il tipo di clienti, raccogliendo informazioni e benefici mentre si prepara un lancio web più grande e personale. 

Infine, stabilire il proprio marchio in un marketplace può portare a opportunità più ampie con la distribuzione dei propri prodotti di fronte ad un pubblico internazionale. Le intuizioni fornite da un marketplace possono aiutare a determinare se c’è una domanda per il proprio prodotto, e un sito web di e-commerce personale può essere sviluppato successivamente.