SEO e AI: Il Playbook Operativo in 90 Giorni per le Imprese

Nell’articolo dedicato a SEO e AI abbiamo visto perché la SEO sta cambiando. Ora vediamo come muoversi concretamente.
Molte aziende hanno compreso che l’AI sta trasformando la SEO, ma poche sanno come reagire in modo operativo.
Parlare di AI Overviews e Query fan-out può sembrare astratto: ciò che serve è un percorso pratico e misurabile.
Ecco un playbook operativo in tre fasi (90 giorni) che abbiamo messo a punto in Making Science e che permette di sfruttare la SEO come leva strategica nell’era AI e mostrare risultati già nel medio periodo.

Fase 1 – Diagnosi Iniziale e Piano Operativo (settimane 1–3)

Cosa facciamo in questa fase:

Audit completo
Su SEO tecnico (crawl, Core Web Vitals).

Contenuti (AEO/GEO)

Brand Graph audit
Verifica che i dati aziendali (nome, indirizzo, descrizione, collegamenti) siano coerenti su tutti i canali: sito web, LinkedIn, Wikipedia, portali di settore. Il Brand Graph è la rete di informazioni che definisce l’identità digitale del brand — le AI la usano per valutarne l’autorevolezza.

Freshness gap
Individua le pagine strategiche che non vengono aggiornate da oltre sei mesi. Il freshness gap misura il divario tra contenuti aggiornati e obsoleti — un fattore sempre più critico per le citazioni AI.

📍Output: documento di diagnosi + roadmap dei 90 giorni successivi + backlog trimestrale con attività non urgenti ma già mappate.

Caso studio: un e-commerce di elettronica ha scoperto che le sue guide sui modelli 2022 non venivano più citate.
Aggiornando con i dati 2024, ha recuperato visibilità nelle risposte AI.

Fase 2 – Produzione e Ottimizzazione contenuti (Settimane 4–8)

Cosa facciamo in questa fase:

Pagine pilota AEO
Creazione di 10 pagine hub AEO Pilota con struttura ottimizzata per l’Answer Engine Optimization: titoli in forma di domanda, risposta breve iniziale, FAQ, dati concreti, schema,org, speakable. L’obiettivo è facilitare l’estrazione delle informazioni da parte delle AI.

Cluster intenti
Sviluppa gruppi di contenuti che coprano sistematicamente le sotto-domande degli utenti per ogni tema strategico (25-40 sotto-domande per tema). Invece di articoli isolati, costruisci hub tematici che rispondono a tutti gli aspetti di un argomento.

Freshness sprint
Aggiornamenti rapidi dei contenuti esistenti con nuovi dati, timestamp visibili e sintesi chiare.

Google Business Profile
Attivazione template.

📍Output: contenuti pronti per l’estrazione da AI e visibili nei motori di ricerca + nuove schede locali standardizzate.

Caso studio: una società B2B tech ha creato un cluster di 12 pagine sulla Digital Transformation. In pochi mesi, il cluster è stato citato da Perplexity come fonte, con un aumento del 30% dei lead inbound.

Fase 3 – Distribuzione & Monitoraggio KPI (Settimane 9–12)

Cosa facciamo in questa fase:

Digital PR e review seeding per citazioni
Costruisci presenza attiva su portali di settore, review site e community specializzate. Gli LLM (Large Language Models, i modelli alla base di ChatGPT e altri assistenti AI) utilizzano queste fonti per verificare l’autorevolezza dei brand.

Attivazione dashboard KPI
Misura nuovi indicatori specifici per l’era AI: share of answer, branded impressions, coverage intenti e freshness score (percentuale di contenuti aggiornati).

Retroazione
Utilizza i dati raccolti per ottimizzare la produzione successiva e correggere la rotta.

📍Output: primo set di risultati concreti misurabili + ottimizzazioni di processo e contenuto per il trimestre successivo.

Caso studio: una clinica privata ha monitorato la propria presenza nelle risposte AI. Dopo tre mesi, la frequenza delle citazioni è cresciuta del 15%, migliorando la fiducia percepita dai pazienti.

La mappa dei nuovi KPI

Per valutare l’efficacia, le aziende devono spostarsi da metriche obsolete a KPI realmente strategici:

Share of Answer
Quota di citazioni AI del brand rispetto ai competitor. Si monitora con tool specifici (GEO Checker, BrightEdge) che tracciano la frequenza con cui il brand viene menzionato nelle risposte generate dalle AI.

Freshness Score
Percentuale di pagine strategiche aggiornate negli ultimi 6 mesi. Misura quanto il contenuto è attuale e rilevante per le AI.

Coverage intenti
Analisi delle sotto-domande coperte rispetto a quelle emerse nei tool di keyword research AI-powered. Misura quanto completamente il brand risponde ai bisogni informativi degli utenti.

Branded Impressions
Misura della domanda diretta sul brand. Traccia le ricerche che includono il nome del brand, segnale di crescente notorietà e fiducia.
Questi KPI collegano la SEO al linguaggio del business: quote di mercato, fiducia e crescita.

Conclusione

Un piano in 90 giorni per conquistare lo share of answer, la nuova valuta della fiducia digitale, e portare la SEO del tuo brand nell’era AI, trasformando i contenuti in risposte.
Non basta più “essere trovati”: serve essere scelti.

Quick checklist: sei pronto per la SEO nell’era AI?

✅ Dati del brand coerenti su tutti i canali (sito, LinkedIn, portali di settore)
✅ Contenuti strategici aggiornati negli ultimi 6 mesi
✅ Pagine strutturate per rispondere a sotto-domande complete
✅ Sistema di monitoraggio delle citazioni AI attivo
✅ KPI specifici per l’era AI definiti e tracciati

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Creatività che Converte

La guida all’AI per l’efficienza nella creazione dei contenuti

L’intelligenza artificiale generativa non è più una novità all’orizzonte; è una forza che sta rimodellando le fondamenta del marketing. La capacità di generare, testare e scalare le creatività a una velocità e volume prima inimmaginabili ha creato un’accelerazione competitiva senza precedenti.
Tuttavia, molti professionisti del marketing si trovano di fronte a un paradosso: pur avendo accesso a un arsenale di strumenti AI sempre più potenti, faticano a tradurre questo potenziale in un reale e misurabile vantaggio di business. La ragione è semplice ma cruciale. Il problema non è la mancanza di tool, ma l’assenza di un framework strategico che li integri.

Il Limite dei Tool Isolati: Perché gli Strumenti da Soli non Bastano

Google mette a disposizione dei marketer strumenti straordinari.
Imagen 3, il suo modello text-to-image più avanzato, è in grado di generare immagini fotorealistiche con dettagli eccezionali.
VigenAiR può creare varianti video partendo da asset esistenti e Product Studio semplifica la vita dei merchant automatizzando la creazione di testi e immagini prodotto.
Queste sono “point solutions” incredibilmente efficaci, progettate per risolvere un compito specifico. Il loro limite è che operano in modo isolato. Non gestiscono il flusso di lavoro completo: dalla connessione con i dati di business, all’attivazione su piattaforme diverse, fino alla misurazione delle performance e all’ottimizzazione basata sugli insight. Affidarsi solo a questi strumenti è come avere accesso a un laboratorio pieno di attrezzature all’avanguardia, ma senza un metodo scientifico per condurre gli esperimenti.

Vuoi accedere alla lista dei tool per sbloccare l’efficienza delle creatività e dei contenuti at scale? Scarica la guida qui

Il framework: come l’AI Potenzia la Strategia Umana

La soluzione è un framework in cui la “human intelligence” è sempre al centro della strategia. Un processo su quattro fasi:

  • Ipotesi (Insight Umano): Il processo inizia con l’intuizione strategica del team di marketing. È l’essere umano a definire l’obiettivo, il messaggio chiave e la visione creativa.
  • Sperimentazione (Scala dell’AI): Qui entra in gioco la tecnologia. La strategia umana viene data in pasto a una piattaforma che la esegue su larga scala, testando migliaia di varianti.
  • Misurazione (Analisi dell’AI): La piattaforma analizza i dati di performance in tempo reale, identificando pattern, correlazioni e insight che sarebbero impossibili da cogliere manualmente.
  • Apprendimento (Decisione Umana): Gli insight raccolti dall’AI tornano al team di marketing, che li utilizza per validare o confutare l’ipotesi iniziale e per formulare una strategia successiva ancora più informata e potente.

ad-machina: Il Motore per la Sperimentazione su Larga Scala

All’interno di questo framework, ad-machina è il motore della fase di sperimentazione e misurazione. Non è un “direttore”, ma un potentissimo laboratorio a disposizione dello stratega umano. La piattaforma:

  • Usa l’AI generativa per scalare la produzione di creativi dinamici, personalizzati in base al comportamento degli utenti.
  • Attiva e gestisce automaticamente le migliaia di varianti sulle principali piattaforme (Search, PMax, social, video).
  • Crea un ciclo di prestazioni completo che misura e ottimizza le performance, restituendo dati chiari per la fase di apprendimento e migliorando l’efficienza di oltre l’80%.

La Prova dei Risultati: Il Caso RIU Hotels & Resorts

La validità di questo approccio collaborativo è dimostrata dai risultati concreti.
Per RIU Hotels & Resorts, questo approccio ha significato una svolta. Come afferma Eugenio Pino, Sr Global Marketing and Direct Sales Director:

“L’aspetto più importante di ad-machina è il business incrementale con un CTR più elevato e conversioni migliori. […] Nelle campagne generiche […] abbiamo aumentato il volume, migliorato il CTR mentre il CPC è diminuito e le conversioni sono aumentate. Abbiamo aumentato i ricavi incrementali del 70%.”

Questo risultato nasce dalla perfetta sinergia tra la strategia umana del team di RIU e la capacità della piattaforma di eseguirla e ottimizzarla su una scala altrimenti impossibile.

Trust Generative AI: Il Framework Sicuro per i Contenuti Corporate

Un approccio scientifico richiede un ambiente controllato e sicuro. Questo è particolarmente vero per i contenuti corporate.
Trust Generative AI estende questo framework alla creazione di contenuti su larga scala (pagine SEO, blog, report) garantendo la massima sicurezza. Opera in un
ambiente cloud privato dell’azienda, assicurando che nessun dato proprietario venga condiviso con LLM di terze parti e mantenendo un controllo totale sul brand.

Conclusione: l’AI che accelera la visione strategica. E l’efficienza

La vera trasformazione nel marketing di oggi non consiste nel delegare la creatività all’AI, ma nell’utilizzare l’AI come un acceleratore per la vostra visione strategica. Il vantaggio competitivo non si costruisce adottando singoli strumenti per generare immagini o testi, ma implementando un sistema end-to-end che gestisca l’intero processo produttivo.
Questo approccio libera i vostri talenti – i direttori creativi, i copywriter, i brand manager – dalla complessità dell’esecuzione manuale e permette loro di dedicarsi a ciò che solo l’essere umano può fare: avere una visione, definire una direzione creativa audace e prendere decisioni strategiche.

ad-machina migliora l’efficienza di oltre l’80%.

L’intelligenza artificiale diventa così il motore che permette di scalare quella visione, producendo migliaia di risorse creative con una velocità e una coerenza prima impensabili.
La differenza è quella tra avere un team creativo che produce contenuti e avere un team creativo che, potenziato dall’AI, guida il mercato.

Sei pronto ad accelerare la tua produzione di contenuti e creatività? Scarica la guida.

Strategia SEO a lungo termine: il ruolo cruciale dell’AI e il futuro della ricerca

La SEO non è una tattica da applicare una volta sola e poi dimenticare. Dopo aver curato gli elementi essenziali come sitemap, robots.txt, protocolli di sicurezza, struttura degli URL e testo alternativo per le immagini, il vero lavoro inizia: la gestione della SEO a lungo termine.
Ma c’è una novità che sta rivoluzionando tutto: l’Intelligenza Artificiale (AI) in Google, nota come AIO (Artificial Intelligence Optimization).
Il modo in cui Google elabora e classifica le informazioni sta cambiando radicalmente, e chi non si adatta rischia di rimanere indietro.

Perché la SEO deve essere un processo continuo?
Ecco i quattro motivi principali per cui la SEO non può mai fermarsi:
✅ Google è in continua evoluzione (e ora con l’AI, ancora di più)
✅ Gli aggiornamenti regolari sono fondamentali
✅ I tuoi concorrenti stanno facendo lo stesso (o dovrebbero farlo)
✅ Una visione a lungo termine garantisce risultati duraturi

L’AI sta cambiando il gioco della SEO
Google ha sempre aggiornato i suoi algoritmi, ma con l’integrazione dell’AI e di sistemi avanzati come Google Bard e Search Generative Experience (SGE), la SEO non è più la stessa.
📌 Google ora interpreta le query in modo più contestuale e predittivo
📌 L’AI genera risposte direttamente nelle SERP (riducendo il traffico verso i siti web)
📌 L’ottimizzazione per i contenuti AI-driven è diventata cruciale
📌 Le ricerche vocali e multimodali stanno aumentando

Cosa significa per te?
Se prima era sufficiente ottimizzare per keyword e backlink, ora serve creare contenuti che soddisfino le esigenze informative dell’utente in modo diretto e approfondito. Significa che:
🔹 Dovrai puntare su contenuti di alta qualità, aggiornati e ricchi di valore
🔹 L’ottimizzazione per le risposte AI e i featured snippets sarà fondamentale
🔹 L’uso strategico di dati strutturati e schema markup sarà essenziale

La SEO è un processo lento, ma vincente
Non aspettarti risultati immediati! Secondo una ricerca di Ahrefs:
📊 L’età media di una pagina che si posiziona al primo posto su Google è di 950 giorni (più di due anni e mezzo!).
📉 Solo il 22% delle pagine nella top 10 ha meno di un anno.
📈 Solo il 5,7% delle pagine raggiunge la prima posizione entro un anno.
📌 Le pagine che riescono a posizionarsi in top 10 entro un anno impiegano in media 2-4 mesi (Fonte: WooRank).
👉 Morale della storia? La SEO richiede pazienza, ma porta risultati duraturi nel tempo!

SEO a lungo termine: quali sono i vantaggi?
A questo punto potresti pensare: “Perché non investire semplicemente in pubblicità a pagamento?”
Ecco il problema: quando smetti di pagare, il traffico scompare!
La soluzione vincente è una strategia SEO che garantisca un flusso costante di traffico organico.
Ecco cosa fare per adattarsi all’era dell’AI:
✔ Ricerca di nuove parole chiave in base alle query conversazionali AI
✔ Ottimizzazione dei contenuti esistenti per Google SGE e le risposte AI
✔ Acquisizione di nuovi backlink di qualità per aumentare l’autorità
✔ Conversione delle menzioni in backlink strategici
✔ Controlli SEO periodici per garantire la visibilità nelle nuove SERP AI

💡 Con una strategia SEO efficace, il tuo sito otterrà traffico organico continuo e stabile nel tempo, anche con l’evoluzione dell’AI.

La SEO non finisce mai: ecco cosa devi monitorare
La SEO non è un’attività una tantum, ma un impegno costante. Se smetti di ottimizzare il tuo sito, le tue keyword scenderanno di posizione e i tuoi concorrenti ti supereranno.
Ecco cosa devi controllare regolarmente:
📌 Pubblicare costantemente contenuti aggiornati e ottimizzati per AI e featured snippets
📌 Analizzare il comportamento degli utenti per migliorare l’esperienza UX e rispondere alle query AI
📌 Monitorare problemi tecnici del sito e migliorare la velocità (importante per le ricerche vocali e AI)
📌 Aggiornare periodicamente la tua strategia keyword per le nuove SERP AI

Conclusione
L’era dell’AI Optimization (AIO) è iniziata e sta ridefinendo il modo in cui facciamo SEO.
Cosa significa per te?
✅ Più visibilità nel tempo, anche nelle SERP AI
✅ Meno dipendenza dalla pubblicità a pagamento
✅ Un vantaggio competitivo stabile e adattabile
Se vuoi garantire al tuo business un flusso costante di traffico organico e una crescita sostenibile, devi abbracciare la SEO potenziata dall’AI come parte del tuo approccio strategico.

Ora tocca a te: Hai già ottimizzato il tuo sito per l’AI?

BeReal lancia la pubblicità nel Regno Unito e EMEA

Una nuova era per l’autenticità nel digital advertising

Nel panorama dei social media, BeReal si è distinta per il suo approccio volto a promuovere l’autenticità e la spontaneità nelle condivisioni quotidiane. Dopo aver introdotto la pubblicità negli Stati Uniti durante l’estate, la piattaforma ha ora esteso questa offerta agli utenti del Regno Unito e della regione EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa), dando il via a una nuova era di opportunità per i brand. Con un modello che mira a mantenere intatto lo spirito genuino che ha conquistato milioni di utenti, BeReal offre alle aziende una nuova opportunità per connettersi con il pubblico.

I formati pubblicitari su BeReal

Secondo Aymeric Roffé, CEO di BeReal, l’introduzione degli annunci vuole rispettare i valori fondamentali della piattaforma: “Abbiamo sempre messo al primo posto l’autenticità su BeReal, e il nostro modello pubblicitario riflette lo stesso principio. Offriamo alle aziende l’opportunità di connettersi con il nostro pubblico in modo che risulti autentico e coinvolgente, mantenendo fede all’etica che ha reso BeReal un fenomeno.”

Con l’arrivo della pubblicità, i brand potranno utilizzare diversi formati, tra cui annunci nativi in-feed e takeover ad alto impatto. Questi formati pubblicitari sono progettati per replicare i post tipici della piattaforma, utilizzando la doppia fotocamera per offrire uno spunto dietro le quinte o catturare le reazioni genuine dei consumatori rispetto a prodotti e servizi. L’obiettivo di BeReal è integrare la pubblicità in modo che non interrompa l’esperienza utente, ma la integri con contenuti che sembrano parte naturale della narrazione quotidiana.

Nike, Netflix e Pepsi: i primi brand a lanciarsi su BeReal

Tra i primi brand a sfruttare la nuova offerta pubblicitaria su BeReal ci sono Nike, Netflix e Pepsi, che hanno visto nella piattaforma un’occasione per raggiungere il loro pubblico in modo innovativo e personale. Questo segna un passo significativo per BeReal, che sta evolvendo dall’essere un’app di nicchia a un canale di marketing interessante per le aziende che vogliono comunicare direttamente con i loro consumatori.

La possibilità di pubblicare annunci che si integrano naturalmente con i contenuti generati dagli utenti rappresenta un vantaggio competitivo in un mercato sempre più sensibile al sovraccarico di pubblicità invadente.

I numeri di BeReal: un pubblico attivo e coinvolto

Nel gennaio 2024, BeReal ha raggiunto 23 milioni di utenti attivi mensili a livello globale. Sebbene la piattaforma sia particolarmente popolare negli Stati Uniti, anche nel Regno Unito e in Germania sta guadagnando rapidamente terreno. 

Il 70% degli utenti attivi giornalieri di BeReal pubblica contenuti ogni giorno e trascorre mediamente 30 minuti sull’app, un dato che sottolinea l’alto livello di impegno. Questo coinvolgimento quotidiano rappresenta una risorsa preziosa per i brand, che ora possono raggiungere un pubblico particolarmente recettivo e pronto a interagire con i contenuti in modo autentico.

E in Italia?
Anche se BeReal non è tra i social più popolari in Italia, rappresenta un ulteriore canale che le aziende possono considerare nella pianificazione delle attività di marketing, specialmente se volte a raggiungere paesi in cui la piattaforma ha una diffusione ben maggiore. La crescita della piattaforma in Europa potrebbe aprire nuove opportunità anche per i brand italiani.

Cosa significa per i brand?

Per le aziende, BeReal offre un’opportunità unica di interagire con un pubblico più selettivo rispetto ad altri social network. Con il 70% degli utenti che pubblica ogni giorno e trascorre una media di 30 minuti sull’app, il livello di coinvolgimento e fedeltà degli utenti è alto rispetto ad altre piattaforme social.

BeReal, quindi, rappresenta un canale che consente di creare connessioni più autentiche, senza risultare invasivi, ma sfruttando il potere delle immagini spontanee e della “realtà” come strumento di comunicazione. In un’epoca in cui l’autenticità è un valore sempre più ricercato dai consumatori, BeReal offre una nuova frontiera per il marketing digitale, dove le aziende possono fare la differenza non solo con i loro prodotti, ma con il modo in cui scelgono di raccontare le loro storie.

Vuoi integrare BeReal nelle tue strategie?
Contattaci per scoprire come utilizzare questa piattaforma nel modo più efficace per il tuo brand.

Shopping trends Google per la Peak Season 2024

Prepararsi alle Peak Season: tendenze e strategie

Con l’avvicinarsi delle festività, i brand si preparano per uno dei momenti più intensi e strategici dell’anno.
Comprendere le tendenze emergenti e le nuove aspettative dei consumatori può fare la differenza tra una stagione di successo e una occasione mancata. In questo articolo proponiamo le principali tendenze del comportamento dei consumatori condivise da Google per la peak season 2024 e le strategie che i brand possono adottare per migliorare il loro impatto durante il periodo delle feste.

Tendenze chiave del comportamento dei consumatori durante le festività

Le festività rappresentano un momento di cambiamento nelle abitudini di acquisto. Negli ultimi anni, il comportamento dei consumatori si è evoluto, spingendo i brand a rispondere con nuove strategie, sempre più personalizzate e consapevoli. Ecco alcune delle tendenze principali da tenere d’occhio:

Inizio anticipato degli acquisti: un numero crescente di consumatori preferisce iniziare gli acquisti delle festività già a partire da ottobre, cercando idee, confrontando prezzi e trovando offerte. Questo comportamento suggerisce l’importanza di una pianificazione strategica anticipata per i brand, che devono essere pronti a rispondere a questa esigenza di esplorazione iniziale.

Ricerca di offerte e promozioni: gli sconti e le promozioni rimangono un fattore chiave nelle decisioni d’acquisto durante le festività. Gli eventi promozionali, come il Black Friday e la Cyber Week, continuano ad attirare una vasta quantità di consumatori alla ricerca di occasioni e sconti. Per i brand, questo significa che è fondamentale essere visibili e chiari nelle offerte promozionali, adattandosi alla competizione intensa di questi momenti clou.

Esperienze significative e autentiche: sempre più consumatori cercano esperienze d’acquisto che siano più di una semplice transazione. Vogliono connessioni autentiche con i brand, che vadano oltre il prodotto e offrano valori aggiunti, come la sostenibilità o il supporto a cause sociali. I brand che riescono a creare un’esperienza significativa e memorabile, andando oltre la vendita, avranno più probabilità di fidelizzare i loro clienti.

Shopping omnicanale: oggi, circa il 64% dei consumatori si aspetta un’esperienza d’acquisto fluida e integrata tra online e offline. Questo significa che i brand devono offrire una transizione agevole tra i vari canali, permettendo ai clienti di iniziare il loro percorso online e, se lo desiderano, concluderlo in negozio, o viceversa. Inoltre, l’integrazione omnicanale permette ai brand di rispondere meglio alle esigenze dei consumatori e di mantenere la loro attenzione durante il processo d’acquisto.

Personalizzazione e identità: i consumatori di oggi sono sempre più interessati a esprimere la propria individualità attraverso le scelte di acquisto. I brand che possono offrire prodotti o esperienze su misura, che permettono ai clienti di sentirsi unici e di esprimere la loro identità, saranno avvantaggiati. L’attenzione verso i valori personali e il desiderio di appartenenza sono diventati fattori influenti nel processo decisionale.

Mindset dei consumatori

Google ha identificato quattro mindset predominanti che caratterizzano le decisioni d’acquisto dei consumatori:

Deliberate: i consumatori in questa fase cercano ispirazione e fanno ricerche approfondite in anticipo rispetto agli eventi chiave. Sono attenti e ponderano le opzioni disponibili prima di prendere una decisione. Questo mindset richiede dai brand contenuti dettagliati, informativi e accattivanti che guidino i clienti nelle loro scelte.

Deal-seeking: con l’approssimarsi degli eventi promozionali, i consumatori iniziano a cercare attivamente sconti e offerte. Questa fase rappresenta un’opportunità per i brand di essere presenti con promozioni mirate e accattivanti, puntando su canali che aumentino la visibilità delle loro offerte e creino un senso di urgenza.

Determined: a dicembre, i consumatori si trovano spesso in una fase di “acquisto deciso”, in cui sono pronti a concludere le transazioni. In questo periodo, è essenziale che i brand siano presenti con una strategia di vendita chiara e un servizio clienti impeccabile, rispondendo in modo rapido e accurato a eventuali dubbi dell’ultimo minuto.

Devoted: anche dopo le festività, molti consumatori continuano a fare acquisti, spesso per sé stessi o per approfittare delle ultime offerte. In questo momento, i brand possono concentrare i loro sforzi sulla fidelizzazione e sulle strategie di engagement, continuando a costruire relazioni durature.

Creare connessioni e valore come strategia

Per distinguersi in un mercato competitivo, è essenziale per i brand costruire relazioni autentiche e di valore con i propri clienti. Da tenere in considerazione il coinvolgimento proattivo degli utenti, che si traduce per i brand in un impegno a costruire un dialogo costante e omnichannel. Questo significa essere presenti sui social media, ma anche nelle conversazioni post-vendita, offrendo consigli su come sfruttare al meglio i prodotti acquistati.

Un altro tema è quello della sostenibilità e responsabilità sociale: sempre più consumatori considerano i valori etici e la sostenibilità come fattori chiave nelle loro decisioni d’acquisto. Sostenere cause che risuonano con i propri clienti e dimostrare il proprio impegno verso la sostenibilità sono strategie che aumentano la fiducia e la fedeltà nel lungo termine.

Non meno importante e forse scontato, lavorare su promozioni mirate e incentivi: offrire sconti, promozioni speciali e programmi di fedeltà ai clienti può fare la differenza durante le festività. Gli incentivi mirati possono aiutare i brand a catturare l’attenzione del cliente giusto, nel momento giusto, specialmente quando la competizione è più intensa.

Takeaways!

La peak season è un momento cruciale per ogni brand. Con una comprensione approfondita delle tendenze del comportamento dei consumatori e con strategie che puntano all’autenticità, alla personalizzazione e alla costruzione di esperienze significative, i brand possono distinguersi e creare connessioni di lungo periodo con i propri clienti. Essere proattivi, flessibili e pronti a rispondere a un mercato in continua evoluzione sarà la chiave per trasformare questo periodo in un successo duraturo. Come tradurre tutto questo nell’approccio strategico al digital marketing? Per individuare gli strumenti giusti per intercettare gli utenti giusti, nel momento più adatto e con il messaggio perfetto, entra in gioco Making Science.  Vuoi contattarci per saperne di più?

Test A/B nell’email marketing: una breve guida

Testare e misurare diverse ipotesi per definire strategie efficaci, basate sui dati, dovrebbe essere la routine di tutti i marketer. 

Un modo per provare a testare ciò che funziona e ciò che non funziona è quello di effettuare test A/B: azioni che ci aiuteranno a trarre conclusioni su ciò che meglio converte o stimola l’utente, in quanto è possibile testare tutte le variazioni che si desidera.

Oggi parliamo di A/B Testing nell’e-mail marketing, per esplorare il potenziale del testare le comunicazioni o le azioni di marketing tramite email.

Che cos’è un test A/B?

Un test A/B è la variazione di un elemento all’interno di una campagna di email marketing, al fine di confrontare quale opzione ha generato più coinvolgimento o conversioni. 

Come si pianifica una campagna con A/B test?

Se vuoi realizzare una campagna con A/B test, devi tenere conto di alcuni fattori in modo che i risultati siano il più possibile affidabili e che non vi siano fattori esterni che possano influenzare i risultati.

Prima di tutto è importante sapere che è possibile effettuare un solo tipo di test per campagna: per esempio, se si vuole testare l’orario di invio, non sarà possibile apportare altre modifiche al contenuto dell’e-mail. Oppure, se si vuole testare il contenuto, non bisogna inviare le campagne in momenti diversi. Inoltre, quando si testa il contenuto, bisogna testare un fattore alla volta, per poter essere sicuri di assegnare un determinato impatto alla variabile corretta.

Infine, è bene utilizzare un volume considerevole del database, così che il campione sarà il più affidabile possibile. 

Ci sono molti modi per dividere il segmento scelto, ma i più comuni sono:

  • Test del 20% del volume totale selezionato: il test A viene inviato al 10% e il test B a un altro 10%. Il test vincente viene automaticamente inviato al restante 80% del segmento. 
  • Test del 100% del volume totale selezionato: il test A viene inviato al 50% del segmento e il test B al 50% del segmento.

Quali elementi possiamo testare?

Gli elementi più comuni per testare le diverse varianti sono:

  • Soggetti: domande, icone, titoli, tono, linguaggio…
  • Posizione di un determinato modulo: all’inizio, al centro o alla fine.
  • Colori della call to action (CTA)
  • Immagini: persone, paesaggi, vettori, infografiche…

Come si evince, nel testare le campagne di email marketing ci sono molte opzioni su cui trarre conclusioni certe, da quelle che prima erano solo ipotesi. Questa attività permetterà di far progredire la tua strategia di email marketing e di imparare cosa funziona meglio nel tuo settore e con il tuo pubblico.

Non hai ancora una strategia di email marketing? Hai difficoltà a raggiungere i tuoi utenti attraverso il CRM? In Making Science abbiamo un team di esperti in tutti i CRM presenti sul mercato e nella creazione di strategie di email marketing adatte alle esigenze della tua azienda. 

Prestare (dis) attenzione? Una guida per prosperare nell’economia dell’attenzione

La mancanza di attenzione ha sostituito la mancanza di informazioni come ‘collo di bottiglia’ delle nostre capacità umane. La cosiddetta “economia dell’attenzione” è stata a lungo al centro dello sviluppo dei media digitali, e a ragione. 

Ma quali lezioni possono trarre gli esperti di marketing per il 2023? E come si manifesta l’economia dell’attenzione nel prossimo anno?

L’informazione è tutt’altro che scarsa al giorno d’oggi, si potrebbe addirittura dire che è iper-satura. Una rapida ricerca su Google per “cucire un’asola” porta a 5.690.000 di siti diversi che cercano di insegnarti un’abilità per la quale i tuoi genitori avrebbero dovuto chiamare i tuoi nonni. Allo stesso tempo, il nostro mondo è pieno di annunci, tutti urlanti, con colori vivaci e animazioni rimbalzanti che aspettano solo di essere guardati. Si stima che ogni giorno una persona sia esposta a circa 4.000-10.000 pubblicità. 

Ma chi si ricorda di averne visto anche solo una parte? Ciò è dovuto in parte al fatto che, sebbene il nostro accesso alle informazioni sia aumentato in modo esponenziale nell’era digitale, la nostra capacità di elaborare tali informazioni è rimasta invariata. In sostanza, tutti i contenuti della sfera digitale sono in competizione per l’unico bene scarso rimasto: il nostro tempo e la nostra attenzione. 

Perché questo dovrebbe preoccupare i digital marketer? Un annuncio non visto è un messaggio non ricevuto. E questo è denaro buttato dalla finestra. In un mondo in cui i clienti chiedono maggiore trasparenza e valore per i loro soldi e in cui danno sempre più valore alla loro integrità e privacy digitale, l’attenzione dovrebbe essere nella cassetta degli attrezzi di ogni marketer, pronta per essere utilizzata.

I consumatori si riappropriano del loro tempo

Sembra che gli esseri umani si trovino in un momento cruciale del loro percorso su Internet. Ecco alcuni dati interessanti:

  • Secondo GWI (2023), nel 2022 il tempo trascorso online sullo schermo è diminuito di 13 minuti al giorno rispetto ai livelli precedenti alla pandemia. Si tratta di oltre 3 giorni interi all’anno di tempo online in meno. 
  • Le applicazioni progettate per non creare dipendenza (e, cosa ancora più importante, senza pubblicità), come Wordle e BeReal, hanno registrato un’incredibile popolarità nel 2022. 
  • I formati audio sono amati per la loro forma di intrattenimento senza schermo e un mondo più privo di blocchi significa che le persone possono di nuovo godere della compagnia degli altri nella vita reale (Dagens Media, 2022). 

Tutti questi segnali fanno pensare a un cliente più consapevole del proprio comportamento online e che si adopera attivamente per raggiungere equilibrio e benessere. 

A peggiorare le cose per gli inserzionisti, le persone sono bravissime a evitare gli annunci e le distrazioni quando sono su Internet. Che si tratti di evitarli fisicamente, lasciando la TV per la pausa pubblicitaria, o di bloccare mentalmente qualsiasi cosa assomigli a un banner su un sito web, queste sono solo due delle molte tecniche che tutti conosciamo per evitare di passare il tempo a guardare gli annunci. Per creare annunci a cui le persone vogliono dedicare la loro attenzione è necessario un approccio alla pubblicità efficace, basato sui dati. 

Prenditi cura del cliente e crea il tuo ‘customer care’

È più facile a dirsi che a farsi, ma il fattore più importante per attirare l’attenzione dei clienti è far sì che si interessino a ciò che l’annuncio ha da dire. Ciò richiede un approccio customer-first, per identificare un beneficio che il cliente può ottenere dall’interazione con il tuo annuncio, e che questo beneficio venga portato al cliente quando ne ha bisogno. Utilizzando la pubblicità contestuale e nativa, i responsabili del marketing possono garantire che il contenuto sia pertinente, utilizzabile e correttamente mirato al pubblico di riferimento. Le ricerche suggeriscono che la pubblicità contestuale stimola l’interesse e la condivisione di informazioni più della pubblicità basata sugli interessi o sulla demografia e, cosa forse più importante, gli intervistati si sentono meno infastiditi quando vedono l’annuncio. 

Il fastidio è esattamente la sensazione che non vuoi che i clienti colleghino al tuo marchio. I tuoi prodotti o servizi sono già stati progettati per alleviare un punto dolente del cliente, quindi perché la pubblicità non dovrebbe fare lo stesso? Inoltre, l’inevitabile mondo cookieless rende la pubblicità contestuale e nativa fornisce un modo a prova di futuro per raggiungere il tuo pubblico di riferimento con annunci eccellenti. 

Fai dell’intelligenza artificiale il tuo miglior compagno

L’intelligenza artificiale è un tema caldo da tempo, ma gli ultimi mesi hanno dimostrato che i progressi possono arrivare velocemente e da angoli inaspettati. Nuovi strumenti come il chatbot ChatGPT e il generatore di immagini Dall.E hanno dimostrato l’immenso valore delle tecnologie basate sull’AI e le conseguenze di vasta portata che queste possono avere su tutti i tipi di aziende. Chi pensa che l’attenzione umana non sia predicibile dall’AI, si sbaglia di grosso.

Nel campo della pubblicità basata sull’attenzione, le misurazioni di eye-tracking degli annunci sono diventate sempre più precise nel tracciare l’attenzione umana e sono diventate un modo popolare per quantificare l’attenzione in azioni basate sui dati. L’aspetto negativo è che richiedono un’impostazione approfondita, un gruppo di clienti seduti davanti a un computer e un lungo periodo per essere completate. Tuttavia, i modelli di tracciamento oculare basati sull’intelligenza artificiale hanno dimostrato di avere un’accuratezza fino al 95% nel prevedere dove i clienti guarderanno un determinato annuncio, che si tratti di annunci digitali, out-of-home o video. Pertanto, il tracciamento oculare basato sull’intelligenza artificiale offre gli stessi vantaggi del tracciamento oculare nella vita reale, ma a una frazione del costo e del tempo necessari per condurre questi test. Ciò consente alle aziende di prendere decisioni rapide e soprattutto informate e guidate dai dati sui materiali creativi prima, durante o dopo la messa in onda della campagna. Questa tecnologia si svilupperà senza dubbio ulteriormente in futuro. Tuttavia, già ora mostra ottimi risultati che aiutano i marketer a pagare per ciò che vale davvero la pena pagare: l’attenzione che va nel posto giusto. 

Cosa portare con sé nei prossimi mesi

Che il settore della pubblicità sia diventato più competitivo negli ultimi anni non è una sorpresa, ma l’attenzione umana è un argomento pressante che i marketer possono sfruttare per creare pubblicità significativa ed efficace. Attraverso la pubblicità contestuale e nativa, le aziende possono fornire un valore reale attraverso i loro contenuti. Inoltre, l’intelligenza artificiale è diventata un vero e proprio motore di previsione dell’attenzione umana e consente una rapida ottimizzazione degli annunci, per assicurarsi che i clienti prestino attenzione a ciò che hai da dire. 

Sebbene l’attenzione sia ancora un concetto difficile da quantificare, il nostro team di Making Science offre grande competenza ed esperienza per ottimizzare le vostre campagne e i vostri annunci per prosperare nel 2023. 

Marketing: i trend del 2022

Il digitale continua a evolversi a ritmi incalzanti e le aziende devono restare aggiornate per poter adottare strategie efficaci. Ecco quali saranno i trend del marketing per il 2022 a cui prestare particolare attenzione.

“Fai quello che fai così bene che vorranno vederlo di nuovo e portare i loro amici” — Walt Disney

Customer Journey Optimisation

I punti di contatto con il cliente diventano sempre più importanti per le strategie di marketing e sono interconnessi fra loro. Dal canto suo, l’utente è un’entità unica e ogni giorno sempre più digitale. Le aziende devono rispondere a queste nuove dinamiche adottando strategie innovative, creando esperienze facili, veloci e senza soluzione di continuità.

La sfida per i prossimi mesi sarà continuare a integrare tutti i canali di comunicazione aziendale, così che un utente sia in grado, se vuole, di vedere una pubblicità sui social, fare ricerche sul web, fare un giro in un negozio fisico e comprare da mobile. Il tutto con facilità e, soprattutto, con coerenza. 

Attribuzione omnichannel

L’ottimizzazione del customer journey su tutti i canali va di pari passo con l’attribuzione, cioè con la capacità di attribuire a determinati eventi lungo il funnel, online e offline, la rilevanza che effettivamente hanno avuto nel percorso di acquisto dell’utente. 

Grazie all’attribuzione le aziende sono in grado di valutare l’efficacia delle proprie azioni di marketing nell’ottenere gli obiettivi prefissati. L’attribuzione omnichannel aiuta i brand nella massimizzazione della propria misurazione multicanale, individuando quali canali aziendali contribuiscono alle vendite e quali devono essere ottimizzati.

attribuzione omnicanale

Iper-personalizzazione

Adattare i contenuti del proprio marketing al comportamento e agli interessi dell’utente è ormai prassi comune. Per superare i competitor, anch’essi sempre più digitali, ci vuole di più: bisogna saper iper-personalizzare. 

Oggi questo è possibile grazie ai dati e all’intelligenza artificiale. Quest’ultima infatti, sfruttando informazioni sul comportamento d’acquisto e gli algoritmi, è in grado di offrire raccomandazioni e assistenza personalizzate come mai prima.

Esempi innovativi sono le tecnologie che riescono a ottimizzare le campagne pubblicitarie. Come nel caso di Ad-machina, che permette di iper-personalizzare i propri annunci pubblicitari per ogni utente che compie una ricerca su Google, grazie al machine learning e alla generazione di linguaggio naturale. L’algoritmo e l’intelligenza artificiale a disposizione possono infatti creare tante versioni di inserzioni quante sono le possibili ricerche di un utente, e di mostrare all’utente le informazioni giuste, nel luogo giusto al momento giusto. In questo modo si riduce la lunghezza del percorso d’acquisto e si aumentano le conversioni.

Attivazione dei dati

I dati costituiscono una delle risorse attive più importanti per un’impresa. Bisogna però anche riconoscere che spesso le aziende sono in grado di immagazzinare quotidianamente grandi quantità di informazioni senza però usarle per migliorare la propria strategia d’azione o per ottimizzare gli investimenti.

Esistono però aziende in grado di analizzare e attivare le proprie fonti di dati e ottenere informazioni preziose per il business. Giganti aziendali come Amazon, Netflix o Spotify sono i pionieri nell’attivazione dei Big Data allo scopo di raggiungere più persone, in modo migliore. L’attivazione dei Big Data infatti permette di individuare strategie che, grazie ai dati, consentono di prevedere chi sono gli utenti con una maggiore tendenza all’acquisto, e quando e quale sarà il loro prossimo acquisto.

Mobile shopping

Mobile shopping

Secondo uno studio di Statista, già dalla fine del 2021 il 73% delle vendite su e-commerce avviene su mobile. I consumatori usano sempre di più i dispositivi mobili durante le varie fasi d’acquisto e si sentono a loro agio nel completare gli acquisti da cellulare, trend in continua crescita.

Nonostante ciò, il 30% degli utenti online abbandona il carrello a metà dello shopping se scopre che il sito che sta usando non è mobile-friendly. Uno degli investimenti principali per le aziende che vogliono accaparrarsi questa grande fetta di utenti sta nell’ottimizzare il proprio sito web per multi-piattaforma. 

Non solo, è molto importante anche rimanere aggiornati su quali sono i trend emergenti per ritagliarsi il proprio spazio in mercati nuovi, prima della concorrenza. 

Metaverso

Ancora una volta Facebook fa da trend setter. A ottobre 2021 Mark Zuckerberg ha ribattezzato Facebook, la società principale che controlla anche l’omonimo social, Meta. Questa novità ha implicazioni ben più ampie che il semplice rebrand dell’azienda.

Abbreviazione di metaverso, il nome dello spazio virtuale immaginario ideato dallo scrittore Neal Stephenson in Snow Crash, Meta si pone come leader nella visione di una realtà futura in cui reale e digitale si intersecano in continuazione. Se la realtà virtuale e aumentata sono già parte della vita di molte persone e delle strategie di molte aziende, nel metaverso si andrà ben oltre. 

Si parla di un mondo virtuale dove l’individuo potrà immergersi facilmente e fare sempre di più, un sistema unico interconnesso dove poter fare esperienze e completare azioni, come partecipare a eventi e acquistare o vendere Non Fungible Tokens (NFT), cioè oggetti digitali unici. 

Alle aziende lungimiranti starà quindi il compito di capitalizzare su questa innovazione sul nascere, sfruttando le opportunità commerciali che ne derivano. Tra queste gli spazi pubblicitari, che continueranno a giocare un ruolo fondamentale nelle strategie di marketing.  

Non Fungible Token

NFT

Come menzionato in precedenza, gli NFT sono asset digitali originali, creati utilizzando la tecnologia blockchain. Questo significa che questi oggetti hanno codici di identificazione unici e non sono quindi replicabili. 

Il mercato dei Non Fungible Tokens sta spopolando e le aziende sono all’opera da mesi, studiando come ottenere la propria fetta della torta ‘NFT’. Per esempio, nel 2021 il brand Clinique ha organizzato un concorso per regalare tre NFT ai membri del proprio programma di reward, come premio in palio per la partecipazione in una campagna social lanciata dall’azienda stessa.

Come il noto brand di bellezza, molti altri marchi hanno iniziato a utilizzare gli NFT per promuovere nuovi lanci e anniversari, per aumentare il proprio seguito sui social media o per sostenere campagne, e in generale per fidelizzare gli utenti. Questo è solo l’inizio per il mondo NFT e le opportunità per le aziende sono infinite.

Gaming

Il settore del gaming ha un volume di mercato di più di 300 miliardi di dollari americani e viene definito da Accenture come la prossima ‘superpiattaforma’. Secondo il loro ultimo studio, circa 3,1 miliardi di persone in tutto il mondo, ovvero circa il 40% della popolazione, usano videogiochi. 

I videogames sono passati dall’essere un’attività individuale a uno ‘spazio’ dove la gente si incontra e socializza. Inoltre, negli ultimi anni è emerso un nuovo tipo di utente del settore, ovvero gli spettatori, cioè gli utenti che guardano altri utenti giocare su canali come YouTube o Twitch. 

Alcuni marchi hanno approfittato con successo di questi cambiamenti, sfruttando l’apertura di nuovi punti di contatto con un pubblico molto più ampio e anche più difficile da raggiungere.

Social commerce

Chiunque venda prodotti o servizi online e si serva dei social per promuoverli, sta già utilizzando il social commerce. Ma non è detto che ne stia sfruttando tutto il potenziale.

Con l’e-commerce e i social media in continua crescita, non sorprende l’ascesa del fenomeno del social commerce, e cioè dell’acquisto di prodotti e servizi direttamente dai canali social. 

Importante diventa quindi creare i propri store direttamente su Facebook, Instagram o TikTok utilizzando le funzionalità ‘shopping’ interne alle piattaforme, così da consentire all’utente di acquistare un prodotto di interesse con un semplice click.

Bisogna inoltre investire su attività promozionali sponsorizzate sfruttando l’onda digitale degli acquirenti, attività che oggi, grazie ai dati e al machine learning, permette di massimizzare il ritorno sull’investimento. Tra queste, ulteriore trend importante e in continua crescita, rilevante soprattutto per i B2C, è l’influencer marketing.

Queste sono solo alcune delle possibilità offerte dal social commerce, di cui le aziende possono beneficiare per aumentare le proprie vendite, raggiungere un pubblico più ampio e fidelizzare i clienti grazie a esperienze più integrate. 

Qualsiasi sia il tipo o settore di un business, è importante mantenersi aggiornati sui maggiori trend in corso e in arrivo. Avere una visione complessiva permette infatti di valutare dove investire e sviluppare le strategie più adeguate per il proprio brand. 

Se desideri una consulenza per capire come integrare alcuni dei nuovi strumenti nella tua strategia di marketing, scrivici a info@makingscience.com! Ti ricontatteremo al più presto.

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